8 Aprile 2018: Una vittoria all’Italiana

Un sorriso stampato sulla faccia: ecco cosa contraddistingue i ferraristi da due settimane a questa parte. 2 Vittorie su 2 GP disputati per Vettel, e si spera sia solo un antipasto (GUFO ALERT).

Non si può dire che la Rossa fosse la vettura superiore, ma diamine, se è stata competitiva. La lotta per il podio è stata praticamente solo tra Ferrari e Mercedes, anche perché entrambe le RedBull sono uscite di gara in tempo record (hanno fatto addirittura di peggio delle Haas nella prima gara).

Il team Mercedes ha preferito andare più “sul sicuro” giocando di tattica, girando un po’ più lento, preservando le gomme, facendo un pit-stop in meno e guadagnando così 24 secondi difficilissimi da recuperare dal Cavallino. Quest’ultimo (da quello che abbiamo potuto capire) aveva, di tutta risposta, una strategia con due soste ma molto aggressiva, particolare e poco prevedibile (tanto che non è ancora chiaro cosa avesse in mente).
Una cosa è sicura: un po’ come in Mercedes, il secondo pilota ha giocato un ruolo importantissimo.
Alla Mercedes hanno provato qualche giochetto, come far uscire i meccanici dal garage in maniera illusoria, spingendo la Ferrari a fare un pit-stop che doveva in ogni caso effettuare.

Dopo la sosta di Vettel (a cui hanno messo le gomme Soft), è rientrato il Finlandese a cui hanno messo, in maniera totalmente inaspettata essendo ancora il 37esimo giro, le Super Soft.
Peccato che i maestri meccanici del cavallino rampante hanno, per una volta, sbagliato e costretto Raikkonen al ritiro (dopo che aveva, tra l’altro, investito uno di loro).

Arrivati a questo punto c’era il tedesco in testa con le gomme Soft (le gialle, per intenderci) con un bel po’ di vantaggio e le ciabatte grigie a strisce azzurre subito dietro che avevano appena montato le gomme Medium (le bianche, per intenderci).
Attimi di panico. La Mercedes era a meno di 24 secondi dal primo in classifica, lì che girava tranquilla, senza nemmeno spingere troppo, con le gomme bianche, lasciando intendere che (cosa mai fatta prima d’ora) aveva intenzione di fare gli ultimi circa 35 giri con lo stesso treno di gomme (d’altronde le nuove Pirelli sono molto più morbide di quelle dell’anno scorso). La Fezza aveva perso il (fondamentale) secondo pilota. Insomma… la strategia stava andando a rotoli. C’era tensione e l’indecisione era tanta. Mentre TUTTI (anche gli ingegneri Mercedes) aspettavano la mossa della Scuderia Ferrari il tempo passava, le macchine giravano e il conto alla rovescia dei giri dalla fine proseguiva indisturbato. Ad un certo punto, è parso chiaro a tutti: la Rossa si è presa gioco di tutti. Vettel con un delicato messaggio radio “Plan B! Plan B! era come se avesse detto, in tono sarcastico: “Ah… voi girate per 35 giri con le Medium per superarmi mentre sono box? E io non ci rientro ai box!”. Quando il tutto è risultato evidente la grigia ha cominciato a spingere, ma era troppo tardi.


Non ci credeva nemmeno lui. Ha ammesso, dopo la gara, di aver mentito in radio
quando diceva di “avere tutto sotto controllo”. Si aspettava addirittura di arrivare terzo. In ogni caso, Seb si è dimostrato, ancora una volta, un maestro: ha gestito in maniera perfetta le sue gomme ed è riuscito a non farsi superare da Bottas nonostante durante l’intero ultimo giro gli sia stato alle calcagna, con l’ala mobile posteriore aperta, avendo gomme più dure e con meno giri sulle spalle.
Una vittoria prepotente, all’italiana. Ebbene sì: le Mercedes avrebbero voluto catturare la vittoria girando tranquille per tutta la gara, sforzandosi poco, giocando di tattica e non di velocità. Invece, non solo la Rossa ha girato fortissimo per tutto il tempo, è anche riuscita a non far passare il Finlandese che ha chiuso secondo a 0.699s da Vettel, nonostante il grosso svantaggio dell’usura delle gomme.
Con una Ferrari che conquista il primo posto in un modo che non vedevamo da tanto tempo, una Toro Rosso in quarta posizione, una Haas (più italiana che mai quest’anno) in quinta posizione e la conclusione della Alfa Romeo-Sauber in nona posizione – che conquista così i suoi primi due punti – il sorriso stampato non è solo dei ferraristi: è di chiunque tifi italiano.

Quore Svizzero

Com’è che si dice? “Non chiamare il diavolo, che il diavolo arriva!”. Ogni volta che qualcuno parla della maestria dei meccanici Ferrari, succede qualcosa: oggi è stato il disastro che ha causato al povero meccanico
Francesco Cigarini la frattura di Tibia e Perone.
Quindi non si canti vittoria, perché il campionato è ancora molto lungo.
La Mercedes può ancora tranquillamente riprendersi e sicuramente, dopo oggi, sarà ancora più competitiva e avrà voglia di vincere. La Mercedes non è un rivale affatto facile, si sa: è pronta all’agguato e a sfoderare assi nella manica.
Vedremo allora cosa succederà: finora è stato bello vedere, e lo ha detto anche Arrivabene, come la Formula 1 sia tornata ad essere piena di colpi di scena, di guerre e come non sia più “noiosa” come gli
anni passati. Come previsto prima dell’inizio del campionato: ce ne sono state, e ce ne saranno ancora, delle belle!

Iacopo De Luca

Sebastian Vettel è nato a Heppenheim il 3 luglio 1987. Ha alle spalle 4 titoli mondiali con Red Bull ed è il più giovane ad essersi laureato Campione del Mondo.
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Redazione

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