Ferrari: anche quest’anno si vince l’anno prossimo?

Una gufata notturna prima del GP d’Australia: ecco cosa ci si attende dal Campionato F1 del 2018.

Ferrari SF71H

Inutile dirlo: ogni anno, arrivati a questo punto, ci poniamo sempre la stessa domanda: “Ma quest’anno.. sarà la volta buona? Quest’anno vinciamo?” Arrivata la primavera, torna in noi quella lontana speranza, ma sempre viva e sempre più ardente. Come ogni anno siamo, comunque, pronti con cattiveria ad accettare la sfida ed a sperare al meglio, anche dopo 11 anni di sole sconfitte. Le nuove regole non stravolgono affatto l’impostazione generale dell’anno scorso, anche se si dimostrano (come al solito) ancora più restrittive. Sono ridimensionate la pinna posteriore (Body Fins) e la T-Wing; sparisce anche la Monkey seat. Aggiunta, nella parte anteriore della monoposto, una telecamera a 360 gradi. Notevole è quest’anno una particolare attenzione alla sicurezza. Obbligatori crash-test più severi e raggiunti i ben tre cavi a treccia di fissaggio per ogni ruota. In ogni caso dobbiamo preoccuparci di meno della testolina (non più così tanto) indifesa dei nostri amati piloti, data l’introduzione dell’ormai famosissimo Halo. Questa soluzione, entrata in fase di test già dal 2015, è diventata obbligatoria in tutte le classi Formula della FIA (quindi anche, ad esempio, in Formula 2 e Formula E). Come si può notare dall’immagine, e come già sapevamo un po’ tutti, la peculiarità principale di questo aggeggio infernale è quella di essere BRUTTO.

Prima dell’HALO l’unico sistema per proteggere i piloti era questo, il buon vecchio casco. Evidentemente non era abbastanza.

McLaren (non so se ridere o piangere) ha ben pensato di inserire sul suo Halo il logo Gandys, uno tra i maggiori produttori mondiali di ciabatte infradito.

C’è da dire che quelli della McLaren sono simpatici

In ogni caso, nonostante la discutibilissima estetica di questo pezzo ed i relativi vari problemi di visibilità che accusano i piloti (sono anche stati aggiunti nuovi semafori al via) questa è una modifica importantissima. Anche se i suoi 9kg sono in grado di sbilanciare le monoposto ed il suo ingombro crea fastidiose turbolenze aerodinamiche, questa staffa in titanio a detta di Mercedes è in grado di reggere il peso di un pullman a due piani. Questo aumenta notevolmente il grado di protezione del pilota in caso di urti accidentali sia con pezzi grandi (come pneumatici di vetture e barriere o altri pezzi meccanici), che con piccoli detriti. Insomma è bene giocarci e riderci su, ma anche se i suoi effetti controindicativi sono parecchi, la sicurezza dei piloti va sempre messa al primo posto. Pinna posteriore ridotta nella nuova SF71H
Le restrizioni più ferree, comunque, sono state fatte nell’ambito della meccanica. Non sono più disponibili 4 power units nell’intero campionato, ma solo 3. Ora, quindi, ogni motore deve percorrere ben 7000km (2000 in più dell’anno scorso) ed essere, quindi, molto più affidabile. Questo sembra non preoccupare eccessivamente Ferrari, che ha quest’anno le prese d’aria dei radiatori più piccole in assoluto. Infatti sembra che quest’anno gli ingegneri Ferrari si siano particolarmente dati da fare riguardo l’aerodinamica, che risulta molto curata in molti particolari. Tuttavia la vettura risulta d’impostazione simile all’anno scorso, con un muso più evoluto ma dalla forma quasi identica alla SF70H, un passo leggermente più lungo e numerosi piccoli e non (da notare l’assetto rake) accorgimenti aerodinamici che però fanno la differenza. Aggiornata ma d’impostazione classica anche la Mercedes, che invece accorcia leggermente il passo (avvicinandosi a quello della Ferrari) ma mantiene comunque le impostazioni generali della vecchia vettura. Ha ingressi dell’aria per i radiatori più grandi di quelli della Ferrari, ma una pancia più piccola sul retrotreno, la quale fornisce un importante contributo aerodinamico. Gli ingegneri della ciabatta grigia a linee azzurre vantano un motore completamente nuovo, che sembra adottare numerosi nuovi piccoli e grandi accorgimenti. Lo stesso non si può dire del motore Ferrari, che si basa sullo stesso motore dell’anno scorso, anche se con 10cv in più e con affidabilità migliorata. Ferrari ha annunciato che per ora stanno lavorando sui consumi (leggermente preoccupanti) e sull’affidabilità del motore, ma che con la seconda power unit dovrebbero arrivare sostanziali novità. Sempre un punto interrogativo sono i motori Renault che però, nelle prove della settimana scorsa, hanno girato più o meno quanto quelli Ferrari e Mercedes, non presentando particolari problemi. Questi ultimi sono ora utilizzati anche da McLaren (che ha abbandonato sicuramente con grande dolore i motori Honda i quali, tuttavia, sembra non stiano dando cattivi risultati sulla ToroRosso). RedBull è in cerca di riscatto con nuovi accorgimenti aerodinamici laterali interessanti. Nella prima gara di stagione Hamilton partirà primo. Subito dopo le cattive Ferrari di Raikonen e Vettel, che hanno entrambe fatto un tempo più lento del campione in carica di 7 decimi. Segue il tempo di Verstappen e subito dopo quello di Ricciardo, però retrocesso all’ottava posizione per penalità. Così, incredibilmente, nonostante i due secondi di ritardo rispetto ai tempi dei primi cinque, troviamo la Haas di Magnussen in sesta posizione. A conti fatti, di una sola cosa siamo sicuri: ce ne saranno delle belle. Purtroppo non abbiamo la certezza che la Ferrari abbia quel desiderato spunto in più per vincere il mondiale (i bei tempi di Michael, insomma, sono difficili da far tornare), ma penso che ci siano buone possibilità e che combattendo bene potremmo farcela. Guardando sempre con attenzione le Mercedes che nascondono sempre assi nella manica e non facendo stupidi errori come spesso ci capita, possiamo puntare al meglio. Sicuramente questo campionato sarà pieno di ardue lotte che ci faranno divertire, anche se senza le ombrelline non potrà mai essere la stessa cosa.

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Redazione

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