MOTORE TERMICO: “RIFIUTO IL BAN E VADO AVANTI”

Dal 2040 in Inghilterra non sarà più possibile acquistare un’auto che non abbia un motore elettrico. Questa scelta divide tutti, admin di MdM compresi.

Il nuovo camioncino della posta inglese. Indovinate un po’: non ha un motore termico.

 

Ha senso questa scelta?

SI’. Molte Case hanno cominciato a investire seriamente nell’elettrico, compresa FCA (hallelujah!) che trasformerà Maserati in un marchio di auto elettriche – ad oggi ancora va avanti con il magico V8 aspirato della GranTurismo. Sono state presentate la nuova Leaf e la Model 3, che si preannunciano fra le migliori elettriche disponibili a prezzi decisamente umani, seppur non alla portata di tutti.
Ma questa corsa all’elettrico basta a far sì che nel 2040 ci saranno auto elettriche alla portata di tutti, possibilmente senza delocalizzare il tutto in Cina? Oggi non è possibile acquistare un’elettrica per meno di 35mila euro, e bisogna convivere con tutti i limiti dell’elettrico nonostante la spesa. Per abbattere gran parte dei limiti bisogna spendere un 100k e comprare una Tesla. L’industria ha solo 23 anni per riuscire a creare vetture economiche e affidabili alimentate da motori elettrici, comprese quelle appartenenti a segmenti che non generano profitti. Si farà l’auto del popolo a emissioni zero? Questo lo vedremo più in là.
MA ANCHE NO. E’ evidente è quanto l’Europa sia indietro in questo tipo di tecnologie rispetto all’Oriente, e come dice Andy Palmer, CEO di Aston Martin, sarà difficile la sopravvivenza in UK di brand di questo calibro, che con ogni probabilità dovranno appoggiarsi a fornitori orientali, soprattutto indiani e cinesi. Anche in quest’ottica si è svolta la visita di Andy Palmer e Theresa May, il premier britannico, in Giappone, dove è stata aperta una nuova sede della Aston Martin.
Il problema dell’Inghilterra è un altro: sebbene sia molto avanzata nel campo delle rinnovabili, ad oggi la produzione nazionale di energia non riesce a coprire il 100% di servizi e abitazioni: un buon 5-10% deve essere preso altrove. Quindi anche chi ha puntato su questa decisione si è posto delle domande: Bandire o non bandire? E’ questo il dilemma. Ci sarà abbastanza elettricità la sera, quando tutti torneranno a casa dopo il lavoro e caricheranno le auto? E i fondi per installare colonnine per tutta la Gran Bretagna? E che fine faranno le migliaia di pompe di benzina e i lavori che esse garantiscono? Così, dopo aver ricevuto svariate critiche per la decisione estrema e affrettata, il governo ha limitato il bando alle sole auto 100% termico, permettendo l’acquisto di ibride – e salvando così le supercar.

Le Leaf destinate all’Europa sono assemblate, tra l’altro, nello stabilimento inglese di Sunderland.

E GENTILONI KEFFàààà??!!?

Beh, come riportano numerose testate, in Italia il senato ha approvato una risoluzione che impegna il governo a valutare una scelta simile a quella della Gran Bretagna. O della Francia. O dell’Olanda, che addirittura dal 2025 bloccherà le importazioni di auto a combustibile fossile. Ma a differenza degli altri paesi, l’Italia è estremamente lenta in queste faccende, e già adesso è anni dietro i paesi nordeuropei. Per non contare che il parco auto medio italiano è di circa dieci anni: in Inghilterra è stato organizzato un piano di rottamazione progressiva delle auto diesel e benzina, accompagnata dall’installazione di colonnine di ricarica.
Inoltre l’Italia è il paese europeo col maggior numero di distributori di metano, gas totalmente naturale – a differenza del gpl che è ottenuto dal petrolio. Nel 2010 i distributori erano 670, oggi se ne contano oltre 1400, e il numero è destinato a salire. Questo, almeno nel breve termine, ci fa onore.

La Multipla a metano è stata definita in diverse occasioni “l’auto perfetta per la pista” da piloti come Lewis Hamilton, Daniel Ricciardo. Si dice che Vettel abbia rifiutato la Ferrari aziendale per poter avere una di queste.

IL PROBLEMA E’ L’AUTO?

Se parliamo di fonti primarie di inquinamento, è ormai risaputo che il comparto agro-zootecnico e l’industria pesante fanno la parte dei cattivi nel mondo. E stiamo parlando di fertilizzanti chimici, sterco di vacca e lavorazione dei metalli pesanti.
Eppure i trasporti contribuiscono al 30% dell’inquinamento atmosferico. Ma quando parliamo di trasporti non ci riferiamo solo all’auto privata.
Ad esempio un recente studio inglese ha esposto la tesi secondo cui venti navi cargo hanno lo stesso impatto sull’inquinamento della totalità di auto termiche presenti nel mondo. Per quanto possa sembrare assurdo, queste navi, lunghe oltre 300 metri, bruciano enormi quantità di combustibili di qualità infima. Aggiungendo che in media, su 60.000 navi cargo in giro per il mondo, ogni 3 giorni ne affonda una, abbiamo quasi due milioni di tonnellate di prodotti tossici dispersi nel mare ogni anno.

Quindi senza scherarci necessariamente con o contro le scelte dei governi europei (assai più condivisibili della linea anti-ambientalista americana), continuiamo a chiederci: non abbiamo anche altre priorità?

Anche Morgan crede nell’elettrico. Ecco la meravigliosa 3Wheeler EV.
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