Notizie di M…otori – 6 Giugno 2017. Il ritorno di Lapo Elkann, l’offensiva elettrica della Cina, DeLorean a 88mph e altro!

La copertina di questa settimana, realizzata da Artegian, è dedicata a Lapo Elkann.

LAPO CI RIDE SOPRA

La posizione preferita della 500 è il 69, lo sappiamo tutti..

Per chi non ci capisce, Lapo Elkann è famoso per gli scandali di droga e sesso che lo hanno interessato più di una volta e che l’hanno spesso ridicolizzato davanti all’opinione pubblica e ai social. Per chi ha seguito le altre attività del rampollo di casa Agnelli, Lapo è tutta un’altra persona. Ha una genialità imprenditoriale e artistica che più volte ha espresso.
In casa Fiat, ha cominciato curando l’immagine del marchio per avvicinarlo al pubblico più giovane. Oltre alle varie attività di sponsorship e merchandising (ricordate le tute della Fiat?), ha seguito fortemente il progetto 500 imponendosi sulla dirigenza per l’avvio della produzione. In molti dicevano che fosse una scommessa persa in partenza, ma in 10 anni di 500 i numeri parlano chiaro: è stato un successo enorme per Fiat.
Il primo scandalo, del 2005, ha ridimensionato il suo ruolo nell’azienda. Così si è messo in proprio e ha creato Italia Independent, l’azienda di occhiali da sole, realizzati con tecnologie innovative. Poi si è riavvicinato al gruppo Fiat curando il programma di personalizzazione delle Ferrari, che è stato un altro bel successo. Così si è assicurato un posto nel consiglio di amministrazione a Maranello. Nel frattempo è entrato a far parte della Automotive Hall of Fame, l’unico della famiglia dopo Gianni Agnelli a farne parte, e ancora prima che l’onorificenza fosse data a Montezemolo.
Dall’esperienza del Tailor Made ha creato Garage Italia Custom, e le auto da lui realizzate sono ormai considerate pezzi da collezione.
Dopo mesi di silenzio dovuti all’ultimo scandalo, che lo avrebbe visto coinvolto in un finto rapimento con un travellone a New York  – potrebbero farci la sceneggiatura di Notte da Leoni 4 per l’assurdità della situazione – ha presentato la sua ultima creazione: la 500 Karmasutra. Con questo modello Lapo Elkann scherza sul suo rapporto con il sesso: “Chi ha detto che fare sesso è peccato? Fare l’amore e ridere fa bene all’anima e al corpo”, ha scritto sul suo profilo Instagram.
Infatti questa 500 ha un wrap con le varie posizioni del Kamasutra, e i sedili che ricordano organi genitali. E’ la più provocante tra le auto presentate da Garage Italia, e il fatto che sia proprio una 500 è indicativo. Lapo Elkann sembra dire all’opinione pubblica italiana che non è possibile mitizzare una persona per i suoi successi e il giorno dopo demonizzarla per le sue debolezze. Dietro una mente speciale c’è sempre una parte anticonformista, e spesso è proprio scommettere sull’anticonformismo che fa muovere la storia e l’economia. E se Lapo Elkann scommettesse su sé stesso, vincerebbe sempre.

TRUMP ESCE DALL’ACCORDO DI PARIGI, LA CINA SE LA RIDE.

Altro che dR e Martin Motors: la Cina pensa al futuro, l’America – dopo 250 anni di ininterrotto progresso – ricerca il passato.

Noi di mdmitalia.it non trattiamo di politica, ma di auto, e ultimamente la politica di Trump ci porta a parlare di lui. Più volte abbiamo accennato alle intenzioni protezionistiche di Trump per rilanciare l’industria dell’auto americana, che negli anni ha subìto una forte concorrenza da giapponesi, coreani e tedeschi.
Oggi ci troviamo invece a parlare degli accordi di Parigi sul clima, firmati dal suo predecessore Obama e da delegati di altri 194 paesi. L’accordo consiste nell’impegnarsi a non innalzare la temperatura media della terra di oltre due gradi, cercando di produrre sempre meno gas serra e raggiungere, entro la metà del secolo, una produzione di gas serra talmente bassa da poter essere riassorbita naturalmente. Trump, almeno stando a quanto dice, vorrebbe mettere al primo posto nella sua agenda gli interessi dell’Industria americana e dei lavoratori. Il modo in cui giustifica questa scelta è che paesi come la Cina e l’India siano diventati così potenti economicamente proprio grazie all’uso di combustibili fossili. Esattamente il modo in cui l’America lo è diventato. Quello che però non prende in considerazione è proprio il fatto che sia Cina che India abbiano firmato l’accordo, e che si stiano preparando per il “mondo di dopo”, ossia quello dell’ecosostenibilità. Lasciamo da parte il clima, anche se ci sta a cuore, e parliamo d’auto. Parliamo di economia e parliamo di Cina. All’ultimo salone di Shanghai l’Industria dell’auto cinese si è presentata per la prima volta come un pericolo per i produttori occidentali. Auto come il suv NIO ES8 sono la dimostrazione che l’industria cinese crede più a uomini come Elon Musk che ai Trump di turno. Ma non c’è solo la NIO: è pieno di aziende cinesi che sviluppano soluzioni per la mobilità elettrica, e che spesso prendono talenti e tecnologie dall’Occidente. Ad esempio la Techrules ha presentato due prototipi, la GT96 e la AT96TREV, supercar da oltre 1000 cavalli che sono alimentate da sei motori elettrici, prodotti dalla Mavel di Aosta. Questi motori sono potenziati da microturbine alimentate a biogas o metano, o anche benzina e gasolio. Teoricamente consumano 0,2 Litri di carburante ogni 100 km e (sempre teoricamente) assicurano all’auto un’autonomia di 1000km. Non fraintendeteci: ci piace il motore termico, e tanto. Ma ci piace pensare a un futuro in cui il termico è soltanto per gli amanti delle auto, e non per l’utente medio, imbottigliato nel traffico di città sempre più grigie.

SADDAM BRUCIO’ LE AUTO DI SUO FIGLIO PER PUNIZIONE

La Testaros(s)a non era l’unica auto di questo colore nella collezione di Uday Hussein. Pare che in occasione di un referendum si fosse presentato a un seggio elettorale a bordo di una Rolls-Rosa.

E’ successo a tutti, da bambini. Ci siamo comportati male e la mamma, o il papà, ci hanno sequestrato, rotto o buttato un giocattolo. Io ricordo che mia madre spaccò un modellino di Jeep Wrangler: glielo rinfaccio ancora dopo tanti anni. Cosa potevo aver fatto di male? Di certo non più di quello che fece Uday Saddam Hussein una sera negli anni ’90. Durante una lite a cena, tirò fuori la pistola, uccise sei guardie del corpo e ferì il fratellastro del padre Saddam. Per punirlo, Saddam Hussein bruciò la collezione di auto esotiche che gli aveva comprato lui stesso. Da come racconta lo scrittore Will Bardenwerper, che ha pubblicato un libro sul periodo in cui gli americani controllavano Saddam Hussein, fu lo stesso Saddam a raccontare dell’episodio alle guardie, ridendosela all’idea di aver bruciato Rolls, Ferrari e Porsche.
Non era la prima volta che lo puniva, del resto: già aveva deciso di incarcerarlo per aver accoltellato e ucciso un suo servitore. Eppure non lo punì mai per gli innumerevoli stupri ai danni di iraqene.
Uday fu ucciso nel 2003 con un intervento lampo dagli Stati Uniti. In molti a Baghdad festeggiarono, e si capisce il perché.

LA HURACAN n.8000 MOSTRA L’ESPANSIONE DI LAMBORGHINI


Quando la Gallardo è stata sostituita dalla Huracan, tre anni fa, nessuno pensava si potesse ottenere un simile successo. Lamborghini prima di allora era una Casa che produceva pochi esemplari l’anno, e con una “entry level” la produzione è andata alle stelle. Dal 1963 al 2014 la Casa ha prodotto circa 30mila auto, di cui la metà erano Gallardo, prodotta per dieci anni dal 2003 al 2014. In soli 3 anni la Huracan ha superato metà traguardo con 8000 esemplari prodotti: un numero incredibile, che si spiega in due modi. Il primo è la presenza di mercati come Cina e Emirati. Proprio negli emirati è stato appena aperto uno showroom Lamborghini enorme, per prepararsi all’arrivo del nuovo suv, che sarà probabilmente il modello Lamborghini più di successo della storia. Un altro motivo è la fruibilità della Huracan, che è considerata una delle supercar più docili, sia nell’uso quotidiano, sia al limite. Il che è assurdo sia per la potenza, che varia da modello a modello ma si aggira intorno ai 640 cavalli; sia per il fatto che le Lamborghini del passato avevano la fama di essere difficili da domare.
Per considerare un successo la produzione della Huracan, si deve fare un conto degli esemplari dei concorrenti. E’ difficile stabilire quante 488 siano state prodotte in due anni di produzione, ma va considerato che la gamma Ferrari 8000 esemplari li sforna in un anno, ma ha il doppio dei modelli di Lamborghini, più serie speciali in edizione limitata. E che la produzione viene limitata per evitare di “svendere” le Ferrari, che devono rimanere un oggetto esclusivo – come ha detto Marchionne in una recente intervista, le Lamborghini le compra chi non riesce a comprare una Ferrari. McLaren dal 2011 al febbraio 2015 produsse 5000 Sports Series, ma in quegli anni c’era la allora vecchia Gallardo.

AUTOVELOX CALIFORNIANO BECCA UNA DELOREAN A 88 MIGLIA ORARIE

La DMC-12 era molto lenta, e 88 miglia orarie erano quasi un miraggio..

Un bambino nel 1985 andava a vedere Ritorno al Futuro, e rimaneva segnato per sempre. Per oltre trent’anni ha collezionato gadget vari della saga, ma gli mancava il più imporante: la DeLorean DMC-12 che, una volta raggiunte le 88 miglia orarie (circa 140 km/h) faceva viaggiare nel tempo i protagonisti del film. Ma un mesetto fa è riuscito a realizzare il suo sogno: una DeLorean color acciaio inossidabile. E nei primi giorni con la sua nuova macchina, ha avuto l’idea di spingerla a 88 miglia orarie, per provare le sensazioni attese da sempre. Ma mentre andava, è stato fermato da una pattuglia. L’agente si è avvicinato e ha mostrato lo schermo del telelaser: 88 miglia orarie spaccate. Sia l’automobilista che l’agente sono scoppiati a ridere.
“Ce l’hai il flusso canalizzatore?” – ha chiesto l’agente riferendosi all’attrezzo che, nel film, consentiva all’auto di viaggiare nel tempo. Alla risposta negativa dell’automobilista, l’agente ha multato l’automobilista. Dev’essere stata una scena senza tempo.

COSA CI FA CHUCK NORRIS SU UN DUCATO?

Una volta Chuck Norris ha scorreggiato in un Fiorino. E’ diventato un Ducato.
Qualche anno fa Jean Claude Van Damme firmò un contratto per sponsorizzare i tir della Volvo: si esibì in una spettacolare spaccata – ed era tutto vero – tra due camion in movimento. Quindi sembrava più che naturale che Chuck Norris rispondesse con uno stunt simile. Ma a 77 anni è particolarmente difficile rispondere a una cosa del genere, quindi si è accontentato di diventare testimonial di Fiat Professional. E giù con pubblicità di Ducati, Fullback e Doblò.

DUCATI VINCE IN CASA DOPO 8 ANNI

Era dal 2009 che la Ducati non vinceva al Mugello, e ai tempi c’era Stoner, australiano.
Ma domenica, Dovizioso ha vinto con una moto italiana, in un circuito italiano. Guardatelo nella prima curva, in cui frena da 340km/h a 85km/h.

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