Notizie di M…otori – 21 Maggio 2017: Lancia si prepara all’addio, Hacker strani, Stelvio economici e James May in pensione

Da questa settimana NdM si arricchisce della collaborazione con Artegian (QUI il link alla sua pagina facebook), che ha realizzato il Sergionne che vedete in copertina.

LA FINE DI LANCIA E’ VICINA

Lancia chiude tutti i siti all’estero, mantenendo in produzione la Ypsilon ma solo per il mercato italiano, e probabilmente non oltre il 2018. Altrove non è più possibile comprarne una.

Su MdM Italia il buon Edoardo ha parlato di Lancia e condivido appieno il suo #Contromano. L’unica cosa buona che posso dire della fine della Lancia è che non sarà inaspettata, quando il prossimo anno o quello dopo uscirà l’ultima Ypsilon dalla catena di produzione a Tychy, in Polonia. Già con le parole “Ypsilon” e “Polonia” sale l’amarezza. Ma l’amarezza più grande è il dover riconoscere che Marchionne ha ragione quando dice che la Lancia ha mercato solo in Italia, ad oggi. Eppure le colpe sono anche sue, e di chi l’ha gestita negli ultimi 20 anni. Un marchio storico ha bisogno di essere rinnovato di volta in volta, e di attrarre anche le nuove generazioni senza rimanere legato ad un pubblico particolare. Penso a Rover e Saab. Si diceva che la Rover fosse da vecchi, e la Saab fosse l’auto della persona seria, razionale ma con una vena artistica. Chi compra le Lancia? Beh, la Ypsilon è una delle auto preferite dalle donne. Per quanto riguarda i rimarchiamenti Chrysler, sono state soprattutto comprate dagli NCC che volevano portarsi a casa una grossa berlina o monovolume a meno di 30mila euro. Di quell’immagine premium autentica di ammiraglie come la Thema nessuna traccia, né di modelli legati al mondo dello sport motoristico. Per non parlare della grandezza dimenticata delle Lancia d’epoca, come ad esempio l’Aurelia B24 che oggi vale più di casa tua. La Lancia si è saputa reinventare più volte, ma al momento in cui era ancora possibile salvarla, nessuno ha scommesso su di lei. Oggi a molti piace immaginare che sarebbe potuto essere il brand per le sperimentazioni di FCA, sul quale provare l’ibrido o la totale elettrificazione. Ma a Sergio lo squalo non piace investire se non ha un ritorno nel breve termine. Perciò speriamo sia solo un arrivederci e non un addio.

ORMAI DICI AUTO E PENSI AGLI HACKER

Risale ormai a due anni fa lo scandalo che colpì FCA: la vulnerabilità informatica dei sistemi di infotainment Uconnect poteva permettere a un hacker di manomettere varie componenti elettroniche delle auto. Questo probabilmente ha dato l’idea agli sceneggiatori dell’ottavo Pelato & Furious, nel quale una hacker prende il controllo delle automobili e scatena l’inferno (scusate per la trama scrausa ma ancora non l’ho visto – e non ditemi che Toretto muore perché non ci credo). In questi giorni invece ci arriva la notizia dell’esistenza di terroristi informatici che provengono dall’Asia, e che stanno lanciando attacchi ai sistemi informatici di varie aziende, tra cui il gruppo Renault-Nissan. Il colosso è stato costretto a interrompere l’attività in diverse sedi, tra cui quella di Sunderland in Inghilterra, dove viene prodotta la Qashqai.

FORD POTREBBE TAGLIARE IL 10% DELLA FORZA LAVORO

 

Negli ultimi anni Ford ha fatto scelte discutibili. La EcoSport è una di quelle. Ma vabbè. Le ultime notizie davano le azioni della Ford in discesa, e una capitalizzazione in borsa inferiore a Tesla. E naturalmente chi va di mezzo in tutto questo? I dipendenti. Non è ancora ufficiale, ma riporta il Wall Street Journal che è sul tavolo delle opzioni. Mark Fields, che è il secondo il classifica fra i CEO più pagati nell’automotive, sente puzza di licenziamento da parte dei grandi azionisti. Quindi potrebbe fare a meno di 20mila dipendenti.

GLI INCIDENTI DI SCARPONI E NICKY HAYDEN ALIMENTANO IL DIBATTITO TRA AUTOMOBILISTI E CICLISTI

Spesso noi assi del volante tendiamo a pensare che, poiché l’auto ci costa molti soldi (tra tasse e manutenzione) abbiamo più diritto a circolare sulla strada di quanto ne abbia un ciclista. Ma un ciclista non ha alternative se non quelle di allenarsi in strada: le piste ciclabili sono concepite solo per lo spostamento urbano e non per lo sport, dunque non esistono infrastrutture dedicate al ciclismo sportivo. Certo, esistono strade più larghe e più adatte a uno sport del genere, cosa troppo spesso dimenticata da chi pratica anche in zone pericolose. Ci può stare il fastidio, l’incazzatura momentanea, le battute sulle disfunzioni erettili o sulle tutine.
Ma alla fine di tutto resta il fatto che la strada è di tutti: auto, moto, bici, trattori e pedoni.
E naturalmente a volte può verificarsi un incidente, quando come dove, la vita è un susseguirsi di episodi spesso casuali. Le colpe le stabiliscono gli addetti: vigili, periti, polstrada (nei casi peggiori). Il nostro compito, sia degli automobilisti che dei ciclisti, è quello di prevenire episodi del genere.

E’ LA FINE PER LA SERIE 6?


Ma cosa sta combinando Bmw con la sua gamma? A breve rispolvererà la Serie 8, che il nostro inviato sudamericano, Alejandro Cruz, aspettava da quando era bambino. Ma allo stesso tempo farà fuori la meravigliosa Serie 6. Infatti a febbraio Bmw ha terminato la produzione e sembra che non ci sia una sostituta per lei, né per la GranCoupé. Qualche tempo fa aveva mandato in pensione la Z4. Al suo posto ci sarà una spider progettata insieme alla Toyota, che sarà più grande e più costosa della Z4.
Sembra che stiano portando più in alto la gamma, forse per poter destinare ai grandi numeri sempre più auto a trazione anteriore. Ho i brividi solo a pensarci…

MAMMA MERCEDES RICORDA A TUTTI I SUOI FIGLI CHI COMANDA

131 anni fa a Manheim, nel Baden-Wuttemberg, Carl Benz riusciva a svincolare il brevetto di Nikolaus Otto (l’inventore del motore a scoppio quattro tempi) e registrare il proprio motore, installandolo su un triciclo. Chissà, forse senza Carl Benz oggi non scriverei articoli su mdmitalia, ma romanzi Harmony. E Mercedes Italia ci teneva a sottolinearlo, in particolare alle rivali connazionali BMW e Mercedes. Per la festa della mamma i socialmedia manager della MB hanno pubblicato l’immagine che vedete qui.

911 MILIONI


Da quando è uscita nel 1963, la Porsche 911 è stata prodotta in un milione di esemplari. Viene celebrata con questa Carrera S verde Irlandese. Mi fa piacere che sia arrivata al milione di esemplari e questo conferma quanto sia perfetta come sportiva da tutti i giorni. Ma questo colore non fa per me. Che ne dite del Blu Miami?

DICI VLF E PENSI ALL’INVASIONE DI PANAMA

 

L’Humvee venne utilizzato per la prima volta nell’occupazione dello stato centroamericano, che ha portato alla deposizione del dittatore Noriega.

Vi avevamo raccontato la realtà di VLF con la Force 1 qualche settimana fa. Ora le ultime notizie è che la piccola azienda statunitense riprenderà l’assemblaggio dello Humvee, lo storico fuoristrada dell’esercito americano, nato nel lontano 1985. Ma la cosa assurda è che non lo venderà negli Stati Uniti, ma in Cina! Non che ci avessimo fatto un pensierino, a noi basta la Campagnola.

JAMES MAY ACCENNA AI SUOI PIANI DI PENSIONAMENTO

 

In un intervista radiofonica ha ammesso di essere diventato troppo vecchio per il lavoro che fa, e ha detto la stessa cosa di Jeremy Clarkson. Sente che è quasi arrivato il momento di ritirarsi da The Grand Tour, ma non sente la pressione di andarsene: si è dato un tempo di massimo cinque anni per restare nella trasmissione, e di certo finirà il contratto da 36 episodi.
C’è da dire che, per quanto si possa amare James May e il suo approccio alle auto, c’è sempre bisogno di cambiare aria a un certo punto. Le sue (e quelle di Clarkson e Hammond) apparizioni in Top Gear sono memorabili, ma l’ultima stagione, con Chris Harris, Matt LeBlanc e Rory Reid, ha riportato aria fresca. Infatti la Santa Trinità era diventata ripetitiva e nonostante le aspettative fossero alte, The Grand Tour è stato tutt’altro che eccezionale.

L’AUDI A1 DA 70MILA EURO E’ LA COSA PIU’ RIDICOLA CHE SENTIRETE OGGI

 

La madonnina sul tetto è uno degli optional per la sicurezza attiva.
Una delle tendenze di Officina MdM è quella di pubblicare gli screen delle configurazioni online di auto. I configuratori online sono come facebook: utili, ma bisognerebbe imparare ad usarli come si deve. L’utente dell’Officina Frank Frank ha pubblicato la configurazione di un’Audi A1 1.0 turbobenzina dal prezzo veramente ridicolo: 66 mila euro. Così, incuriosito, sono anch’io andato a configurarne una: dopo aver aggiunto tutti gli optional possibili e immaginabili il prezzo dell’A1 si gonfia parecchio. La cosa che mi ha stupito è che per avere l’airbag passeggero disattivabile (di serie ovunque) devi spendere 55€. E poi, quando selezioni un pacchetto che prevede la rinuncia a un altro pacchetto più costoso, Audi te lo fa notare evidenziando in rosso la differenza di soldi. Come a dire, ue barbone, per trecento euro…
Poi c’è la sezione “accessori”, per chi vuole dei cerchi particolari o ganci di traino, o seggiolini marchiati audi. Ho cominciato ad aggiungere accessori a caso ma l’A1 non superava comunque i 50mila euro (si, è comunque ridicolo). Quindi non mi tornavano i conti. Solo allora ho scoperto che questi accessori si cumulano, per cui posso ordinare diversi set di cerchi da oltre 1000 euro l’uno, e più box da tetto (perché giustamente servono tanti box da tetto di colori diversi). Lì ho capito il trucchetto di Frank Frank: bastava aggiungere ogni stronzata immaginabile, dai quattro set di gomme invernali al deodorante per auto o cinque cover diverse per le chiavi. Tutti i seggiolini disponibili e addirittura un pupazzetto con la maglietta dell’Audi. Il prezzo a quel punto superava 70mila euro. Il che è completamente surreale e serve solo a far chiaccherare i fiattari.

GLI AMERICANI COMPRANO LO STELVIO A 2 LIRE

 

Abbiamo visto che configurare un’Audi A1 può portare il prezzo a 70mila euro. Con 10mila euro in meno ci si potrebbe comprare una (o uno?) Stelvio. Ma sapete quanto costa un’Alfa Stelvio base negli Stati Uniti? L’equivalente di 36mila euro, per il benzina 200 cavalli. T R E N T A S E I M I L A. Da noi la base parte da 49k. Quindi che abbiamo pensato? Come quando si va in vacanza negli USA e si compra l’Iphone a prezzi stracciati, andiamo e compriamo delle Stelvio! Certo sarà difficile farle entrare in valigia, ma questo e altro per un gioiello della meccanica a prezzi da coreana.

ANCHE LE ELETTRICHE  (CINESI) SEGNANO RECORD AL NURBURGRING

In Occidente c’è chi comincia a stringere le chiappe. Perché NextEV, il team cinese di Formula E, ha prodotto insieme a una start-up automobilistica, la NIO (pure questa cinese), una supercar elettrica da 1340 cv circa. E l’ha portata al Nurburgring, dove ha segnato 6:45. Tra qualche anno sentiremo parlare seriamente della NIO: fino a poco tempo nessuno aveva paura della concorrenza cinese per le auto, perché facevano veramente schifo. Adesso però stanno nascendo realtà che guardano al futuro: all’elettrico, alla guida autonoma. Ahi ahi.

 

SE LANCIA MUORE, INNOCENTI RESUSCITA… FORSE

Un gruppo di industriali ha rilevato il marchio Innocenti e, avendo instaurato una nuova sede a Palermo, ha intenzione di rinnovare l’immagine del marchio. Marchio che però è morto da almeno vent’anni

Ne abbiamo visti tanti di imprenditori che rilevano una Casa e provano a fare dei revival. E non va mai bene. Guardate De Tomaso, rilevata da Gian Mario Rossignolo e poi puff, scomparsa tra impicci strani con società di Hong Kong. E quella era un’azienda con margini di profitto potenzialmente alti, con il mercato del lusso sempre più in crescita. Quindi, per quanto speranzosi di veder nascere una nuova realtà industriale in Italia, preferiamo contenere l’eccitazione.

A SINGAPORE LA PRIMA MACCHINETTA PER MERENDINE CHE AL POSTO DELLE MERENDINE HA SUPERCAR

Perché ne avevamo tutti bisogno.

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