NotiziedM del 2 Maggio 2017 – GM e la crisi venezuelana, auto in cielo e aerei su strada.

GENERAL MOTORS HA LICENZIATO VIA SMS TUTTI I DIPENDENTI VENEZUELANI

Già l’anno scorso Ford aveva chiuso gli stabilimenti venezuelani, ed era stata anche interrotta la produzione di Iveco nel paese.

Si, ma è più complessa di così.  Da mesi il Venezuela è in profonda crisi economica e politica: l’inflazione è al 700% e il presidente Nicolas Maduro ha esautorato il parlamento: sta mettendo in atto un vero e proprio colpo di stato appoggiato dalle autorità giudiziarie.
Nelle ultime settimane decine di persone sono morte in scontri, perché il governo, tramite un gruppo paramilitare, spara sulla folla. E questo è solo il triste epilogo di una serie di scelte fatte dal presidente, come quella di affamare il popolo bloccando e militarizzando la produzione di cibo e farmaci. Ma torniamo alla General Motors. L’azienda opera in Venezuela da oltre 70 anni, ed è leader di mercato nel paese sudamericano. E un paio di settimane fa lo stabilimento della GM Venezolana è stato sequestrato dal governo, senza preavviso né spiegazioni. Così il gruppo statunitense ha deciso di cessare ogni tipo di attività in Venezuela, mandando un sms ai suoi 2700 dipendenti per informarli del licenziamento e del pagamento della liquidazione. Il colosso sta valutando una battaglia legale perché il mercato venezuelano è importante per l’azienda, ma avrà serie difficoltà dato che il potere è in mano al tribunale e non più al parlamento.

TIRA PIU’ UN CAYENNE CHE UN PELO DI FIA


Si, perché un pelo di fia non ha un 4.2 V8 bi-turbodiesel da 385 cavalli e 850Nm di coppia. Ma la Cayenne li ha, e quindi un tecnico inglese della Porsche ha ben pensato di attaccare al gancio di traino del supersuv un aereo di linea. Si, un Airbus A380 da 285 tonnellate che pesa come 130 Cayenne. In effetti, l’alternativa poteva essere quella di trainare 130 Cayenne, ma sarebbero serviti 630 metri, quindi sicuramente è stato più conveniente l’aereo. E poi così facendo la Cayenne ha superato il precedente record della Touareg V10 TDI, che diversi anni fa trainò un aereo che pesava più di cento tonnellate in meno.

DEGLI SCOZZESI VOGLIONO ANDARE FINO IN MONGOLIA CON UNA LEAF.


L’avete mai guidata una Leaf? Se non l’avete fatto, andate a provarne una. E’ una delle full electric migliori sul mercato, al momento. Ma come tutte le elettriche ha i suoi limiti. Costa circa 35mila euro, e con quei soldi ci si potrebbe comprare tutt’altro. E anche se è elettrica, non è esente da spese come il bollo, l’assicurazione o il carburante (si paga un mensile all’Enel per l’utilizzo delle colonnine di ricarica). E, anche con la batteria piena, ha solo 250km di autonomia. Aggiungi il fatto che non è proprio l’auto più bella in commercio, e che la BMW i3 costa più o meno la stessa cifra. Quindi l’unico pro è che può circolare liberamente per le ZTL di molte città italiane, come quella di Roma. Perciò ci si aspetterebbe la città come habitat naturale della Leaf e di qualsiasi altra elettrica. E invece qualcuno la vuole spedire per sabbie, prati e fanghiglia. Si: una piccola azienda inglese ha preparato una Leaf per poter affrontare il Mongol rally, oltre 16mila km dall’Inghilterra fino al confine con la Mongolia. Beh cari, in bocca al lupo.

L’AUTO POSSEDUTA: DA OGGI E’ POSSIBILE VIVERE IL PEGGIORE FRA GLI INCUBI


Sempre più addetti alla guida autonoma stanno facendo testare al pubblico il risultato di anni di lavoro. La prima è stata PSA, che ha fatto provare al pubblico le C4 Picasso autonome. Ma Google adesso sta addirittura cercando volontari che si tengano l’auto e che la usino come taxi, il tutto gratuitamente. Vi piacerebbe? Beh, che vi piaccia o no l’idea, non riguarda comunque voi. Il servizio è per qualche volontario di Phoenix, in Arizona.
Dev’essere strano farsi trasportare da un robot. Dev’essere come quel sogno che tutti hanno fatto almeno una volta nella vita: la macchina va da sola e non c’è modo di controllarla. Solo che non ti svegli sudato.

L’AVIAZIONE URBANA E’ IL FUTURO DI UBER

Ritorno al futuro made in Italy…

Mentre da noi si discute sul far operare Uber sulle nostre strade, negli Stati Uniti (sono sempre loro) si programma di mettere una flotta di taxi volanti per le strade di Dallas e Dubai. Un po’ come la Ford Anglia di Harry Potter 2.
D’accordo, stiamo entrando nel futuro e l’avevamo capito, ma pensavamo che le auto volanti fossero rimaste un sogno irrealizzabile. Anzi, lo speravamo. E’ pieno di idioti per le strade, figuriamoci il giorno in cui saranno liberi di girare per il cielo. Eppure in futuro sarà normale confondere le cagate dei piccioni con il vomito del turista ubriaco che sbratta fuori dal finestrino.

PER LA DUCATI POTREBBE ARRIVARE LA  GRANDE SVOLTA. O NO?


La Ducati è un’azienda già “svoltata”, perché ha vende bene e fa bei prodotti. Lo sanno alla Volkswagen, che cinque anni fa rilevò l’azienda bolognese per 800milioni di euro da Investindustrial di Andrea Bonomi. Per questo settimane fa tutti i vertici hanno escluso una vendita dell’azienda. Eppure ora circola una vocina, per la quale ci avrebbero ripensato: pare che la Ducati ora valga il doppio di quanto l’hanno pagata loro. E quindi si aprono nuove ipotesi: nuovi acquirenti o ingresso in borsa, proprio ciò che è avvenuto lo scorso anno con Ferrari? Quello che è certo è che Ducati non è Ferrari.  Dove le auto di Maranello sono l’esclusività, con pochi soldi puoi diventare un ducatista. A tal proposito, tra gli admin MdM gira una storia che ormai è diventata leggenda: il nostro Raf anni fa comprò la sua prima Ducati, una Hypermotard 1100S. Usata da un privato, e pagamento in contanti. Raf sgancia i quattrini, fa per salire sulla moto e poi si rivolge all’ex proprietario, un po’ imbarazzato:

Scusa, mi presteresti 5 euro per la benzina? Tutto quello che avevo l’ho speso per la moto.

Ah, i motociclisti. Mondo a parte.

ABBIAMO MESSO GLI OCCHI SULLA NAFTONA MIGLIORE DI SEMPRE
0-100 in 4.4 secondi. E va a gasolio.

Come fai a cavare tanti cavalli da un diesel?
Metti un turbo enorme!
E come fai poi col lag disastroso?
Metti un turbo a doppio stadio!
E come fai se vuoi cavare veramente tanta tanta potenza da un diesel?
Aggiungi stadi!

Questa è la storia in 10 secondi di come BMW ha messo in produzione la M550D. La prima generazione, la F10 per intenderci, aveva un 3 litri con 3 turbo: questo motore erogava 380 cavalli ed aveva una coppia mostruosa. Per la nuova generazione di quella che potrebbe essere considerata l’auto migliore del mondo (perché no?) è stato aggiunto un turbo, quindi ora è possibile comprare una Station Wagon da 400 cavalli con quattro turbo, Q U A T T R O T U R B O. Come le Bugatti moderne.

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