Lamborghini LM002 : l’oscura madre di tutti i maxisuv

L’auto del giorno di stasera è sicuramente un veicolo di cui non si sente parlare tutti i giorni: per quanto “stravagante” e “sui generis” che fosse, rappresenta l’antenata di tutti i maxi-suv di lusso e dell’Hummer, i quali al suo confronto sembrano utilitarie da hippie e ambientalisti.
Nonostante tutto, però, la maggior parte del mondo ne ignora l’esistenza.

Ma andiamo per gradi: sto parlando del “Lamborghini LM002”, eccessivo, rarissimo e costosissimo fuoristrada prodotto dalla casa di Sant’Agata Bolognese a cavallo fra gli anni 80’ e 90’.


La sua gestazione, a dir la verità, cominciò ancora prima, in pieni anni ’70, poco prima dell’avvento del famoso “Humvee” (che poi darà i natali alla stessa Hummer).
In quel periodo l’Esercito degli Stati Uniti aveva bisogno di un nuovo mezzo pesante: la Mobility Technology International (MTI) di San Jose, California, ottenne dallo stesso un contratto per la progettazione e realizzazione del nuovo veicolo fuoristrada, decidendo di collaborare con la casa automobilistica Italiana, creando quella che sarebbe diventata la “nonna” della LM002 : la MTI-Lamborghini Cheetah.


Sebbene furono realizzati un paio di prototipi completamente funzionanti e rifiniti (presentanti peraltro alcune soluzioni estremamente innovative, come il largo uso di fibra di vetro), diversi problemi (in primis l’uso di un propulsore decisamente sottodimensionato, un 5.9 Chrysler da 180 CV) e alcune beghe legali (con la FMC che la portò in tribunale accusandola di plagio), MTI-Lamborghini persero l’appalto a favore della AM General e del suo “HMMWV” (ovvero lo stesso “Humvee”, il resto è storia) e gli stessi prototipi furono in gran parte distrutti in gran segreto o ritirati e custoditi gelosamente da MTI.
La know-how e l’idea di produrre un grande fuoristrada in pieno stile U.S.A. non abbandonò tuttavia la casa Italiana, che pochi anni dopo ci riprovò con la Lamborghini LM001, stavolta equipaggiato con un altrettanto fallimentare V8 della AMC, che come la sorella Cheetah non riscosse il successo sperato.

Come si sa, però, non c’è due senza tre: il terzo modello, la Lamborghini LM002, degna erede dopo ben 15 anni di sviluppi e modifiche, era finalmente equipaggiata con un motore all’altezza: questo fuoristrada di imponenti dimensioni (ben 5m×2m×1,8m, mastodontica) era infatti equipaggiato con il motore della Lamborghini Countach, un enorme V12 da 5167 cm³ e ben 450 CV!

Nonostante la mole (2.600 kg), questo era in grado di conferirle prestazioni da “supercar” con una velocità massima di 210 km/h e un’accelerazione 0-100 in poco meno di 8 secondi!
A risentire tuttavia del peso e del CX molto molto sconveniente furono tuttavia i consumi: la percorrenza media era ufficialmente 5 km/l, sebbene nella guida pratica con un uso più impegnativo fosse facile toccare picchi di 1-2 km per litro di benzina.
Dentro, si viaggiava in un vero e proprio salotto extra-lusso: pellami pregiati che coprivano ogni parte visibile, stereo hi-fi, aria condizionata, vetri oscurati … tutto quello che poteva allietare i facoltosi e fortunati acquirenti.

 

Iniziò ben presto a farsi una reputazione fra gli uomini più facoltosi e famosi del mondo: Sylvester Stallone ne possedeva una, così come anche Tina Turner e Van Halen, per fare qualche altro esempio.
Malcolm Forbes se ne fece addirittura costruire uno di color “verde dollaro”!
La sua fama crebbe molto rapidamente, guadagnandosi l’appellativo di “Rambo Lambo” all’interno dei jet set più importanti del mondo.
Nelle intenzioni della casa era prevista anche la partecipazione alla Parigi-Dakar con Sandro Munari adoperando un esemplare opportunamente modificato che, tuttavia, riuscì in realtà a partecipare solamente solo a un paio di rally in Grecia ed Egitto.
A dirla tutta, però, il Lamborghini LM002 è noto per scopi ben meno nobili dei rally nel deserto.

Estremamente costoso, esageratamente opulento, incredibilmente potente sia sulla strada che sulla sabbia: la LM002 fini per attirare le attenzioni di persone decisamente meno “nobili”, da ambigui “petrolieri” e contrabbandieri di armi a trafficanti internazionali : ad esempio il fratello di Saddam Hussein, Uday Hussein, ne possedeva uno (fatto esplodere nel 2007 a sfregio da alcuni soldati statunitensi in Iraq), così come anche il dittatore libico Muammar Gheddafi, il pugile Mike Tyson e il narcotrafficante Pablo Escobar (giuste per citarne alcuni).

Nonostante infatti, al termine della sua carriera nel 1993, avesse annoverato “ufficialmente” (data la clientela, è possibile che i dati non siano proprio corretti) 301 esemplari prodotti (un numero discreto per una fuoriserie così pionieristica) e nonostante costituisca a tutti gli effetti l’antesignana di ogni Hummer, Q7 e X6 che si rispetti (e anzi, superandole sotto diversi aspetti), la LM002 venne inserita nella lista delle “50 peggiori automobili di sempre” dalla rivista Time proprio a causa della sua clientela “particolare”.

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