Notizie di M…otori – 24 Aprile 2017 – Ponti che crollano, Film più belli di Fast&Furious e altro

ANCHE ROMA AVRA’ IL SUO GRAN PREMIO, A EMISSIONI ZERO.

La giunta Raggi è spesso, e spesso giustamente, criticata per l’atteggiamento riluttante col quale liquida progetti importanti per la città. Fortunatamente per noi appassionati d’auto, però, il comune da mesi porta avanti trattative affinché Roma abbia il suo Gran Premio automobilistico. Già sei anni fa la giunta di centrodestra guidata da Alemanno aveva rinunciato al progetto, perché due gran premi di Formula 1 non potevano essere disputati nello stesso paese, e Roma era stata accantonata per lasciare il GP a Monza. Ma ora il destino di Monza è incerto, e in ogni caso qui non si parla di Formula 1, ma bensì della Formula E. Questo campionato è in forte espansione mediatica negli ultimi anni e molte Case, Ferrari compresa, hanno mostrato un forte interesse a partecipare al progetto.
Inoltre già capitali europee come Londra e Parigi hanno già un Gran Premio cittadino di Formula E, e Roma non poteva mancare. Il GP sarà probabilmente disputato già nel 2018 nella zona dell’EUR, che negli anni ’90 fu il centro di ritrovo degli street racers romani.

IN TEXAS BACIANO UNA KIA PER 50 ORE, NEL TENTATIVO DI VINCERLA

Wow, come sono eccitato. Come quella volta in cui mi sono rovesciato il caffè bollente sui testicoli.

Vi piace la Kia Optima? Sicuramente è un’auto interessante, moderna e ben costruita. Ma vi piace a tal punto da rimanere 50 ore a baciarle il cofano per poterla vincere? Ad alcuni texani, si. Un concessionario di Austin ha messo in palio una Optima nuova di zecca in una trasmissione radiofonica (a Radio Kiss.. vabbè). Per vincerla però bisognava baciarla per più tempo possibile. Così una ventina di persone si è fiondata in concessionaria e ha cominciato a baciare la berlina coreana: il tutto è testimoniato da una diretta facebook. Dopo 50 ore la tresca è finita e c’è stato un vincitore. Noi stiamo aspettando che Horacio Pagani proponga lo stesso contest con una delle sue one-off, abbiamo comprato già una scorta di lucidalabbra alla ciliegia.

I PELATONI FARANNO UN F&F 9, MA NOI GUARDEREMO ALTRO

Fino a qualche settimana fa si vociferava di una rottura tra The Rock e Vin Diesel, e la possibilità che la saga di Fast & Furious si fermasse all’ottavo capitolo. Ma giunge voce che i due si siano chiariti e che torneranno sul set del nono episodio. Per favore, basta.
Il mondo ha bisogno di film sulle auto, ma non ha bisogno di altri F&F.
A tal proposito, segnaliamo due trailer di film prossimamente in uscita che sembrano più interessanti di Fast&Furious. Uno è Baby Driver, e ha come protagonista un giovane autista di rapine che semina la polizia con una Subaru Impreza. Nel cast figura anche il premio oscar Kevin Spacey (sicuramente ha recitato in film migliori ma non si butta niente). Poi c’è Overdrive, sul quale hanno lavorato gli stessi di episodi precedenti di F&F e che sembra veramente valere la pena dal trailer. Gustatevelo qui.

TRUMPCHI DEVE CAMBIARE NOME. MA TRUMP CHI?

Quella che vedete è la Trumpchi GA5 Sedan, uscita nel 2010 e costruita sulla base della allora già dismessa Alfa 166. Pare che in sette anni siano migliorati, e ora hanno la faccia tosta di presentarsi in uno dei mercati più esigenti di tutti: quello americano. Ma non hanno fatto i conti col Presidente…

In questi giorni a Shanghai c’è il salone dell’auto e la Cina non è sembrata mai così vicina all’Occidente. Sembrano arrivare proposte non solo in grado di competere con le auto europee, ma anche superiori in termini di tecnologie, soprattutto per quanto riguarda l’elettrico. Tant’è che qualcuno già pensa di cominciare a importarle da noi, e chi addirittura guarda al mercato Americano, missione difficile per i dazi pesanti annunciati dall’amministrazione Trump. C’è in particolare un gruppo cinese che avrà difficoltà: la GAC Motors. Infatti vende le auto con il marchio Trumpchi – che in cinese non vuol dire nulla ma suona come una parola che significa “mitico”. Al salone di Shanghai in molti si sono fatti quattro risate leggendo questo nome, e i dirigenti si sono resi conto che potrebbero dover cambiare nome una volta deciso lo sbarco negli USA. Perché non se lo aspettavano mica che l’America avrebbe avuto un presidente che si chiama come le loro auto.

IN ITALIA NON CONVIENE ANDARE A VIVERE SOTTO I PONTI.


Perché crollano. E oggi ci facciamo una battutina e due risate, visto che i Carabinieri in servizio a Fossano si sono accorti in tempo del pericolo e hanno portato le chiappe a casa. Ma non abbiamo riso quando il mese scorso vicino ad Ancona il crollo di un ponte ha ucciso due persone, o per l’altra vittima di un ponte, a Lecco, qualche mese fa.
Un fan dalla Sardegna ci manda una foto di un ponte a rischio crollo, sulla Statale 131 all’altezza di Siligo.
Apriremo un album apposito nella nostra pagina per queste segnalazioni, per quanto non è raccogliendo foto che riusciremo a cambiare le cose. Però magari informando e sensibilizzando si può fare un piccolo passo.

L’ITALIA DEI MOTORI DISCUTE IL SUPERBOLLO

Come il superbollo ha cambiato la mia vita è il titolo del libro scritto dal nostro corrispondente latinoamericano Alejandro Cruz, che passava le sue giornate libere a godersi il suo stipendio da narcotrafficante guidando auto superveloci. Girava in Maserati e SLK55, e ora guida una Fiat Palio col portapacchi. Cosa lo ha portato a questa situazione?

Al salone dell’auto di Torino, quello del Parco Valentino, in questi giorni si espongono soprattutto supercar e supersportive. Un tipo d’auto che in Italia è sempre più raro “spottare”. Quasi tutte le testate automobilistiche hanno riportato che al Salone si è  parlato molto della causa principale dell’estinzione della supercar: il superbollo.
Dalla analisi fatta da MdM risulta che il superbollo ha spaventato molti tra privati e imprenditori che, seppur potendo permettersi di pagarlo, hanno preferito scendere di potenza per evitare di attirare l’attenzione della guardia di finanza, complice anche il redditometro che fa scattare il controllo dopo i 21 cavalli fiscali, o circa 2.0 di cilindrata.
Quindi chi è stato penalizzato veramente è l’appassionato che poteva permettersi a stento di mantenere un’auto potente, tra ricambi, assicurazione e benzina, e che si è ritrovato gravato da un’ulteriore grossa spesa. E che magari è dovuto ricorrere a sotterfugi come la famosa targa bulgara. Intanto le immatricolazioni di auto con potenza superiore ai 185kw sono diminuite del 16% e le pratiche di esportazione di auto potenti sono raddoppiate.

I DOPPIA FRIZIONE, COSI’ COME I MANUALI, HANNO I GIORNI CONTATI

L’incredibile design della leva del cambio di una Spyker C8 Preliator fa sì che il numero di richieste per il manuale sia più alto rispetto all’automatico. Bel colpo, Spyker.

 

E non lo dico io. Lo dicono i capi della divisione M di BMW. Per quanto riguarda il manuale, si erano sforzati di sviluppare un sei marce da montare sulla M5 e M6, solo per il mercato americano, perché tutti lo volevano. Poi però non l’ha ordinato nessuno, e quindi hanno deciso di non riproporlo per le nuove generazioni di quei modelli. Ma il capo delle vendite delle BMW M, Peter Quintus, ha detto in un’intervista con un magazine australiano che non è nemmeno sicuro che lo offriranno sulle prossime M3 e M4. E probabilmente queste non avranno nemmeno un doppia frizione. Perché se un DCT dieci anni fa aveva il vantaggio di essere più leggero e veloce rispetto a un automatico, oggi non è più così. Gli eccellenti ZF, che monta praticamente mezzo mercato dell’auto di lusso, fanno un ottimo lavoro e riescono a sostenere coppie e potenze che il doppia frizione si sogna. E non basteranno gli hashtag #savethemanual di Omniauto, Cironi & co, per fermare i capi della BMW.
E noi lasciamoli fare come vogliono. Tanto qualcuno che ci crede, nel manuale, ancora c’è. Ed è Spyker, la Casa olandese che fa auto che sembrano più barche che auto. La sua ultima proposta è la C8 Preliator Spyder, che monta un 5 litri V8 progettato nientepopodimenoche da Koenigsegg. E ha il cambio manuale più bello che si sia mai visto su un’auto. Meno male che esiste l’Olanda, e meno male che esistono i romantici.

LA CIVIC TYPE R E’ DI NUOVO LA COMPATTA REGINA DEL NURBURGRING


Circa un anno fa usciva la Civic Type-R dopo anni di sviluppo, e polverizzava i record di Mégane RS 275 e Seat Leon Cupra, complici i 310 cavalli e l’aerodinamica esasperata. Pochi mesi dopo Honda ha presentato una nuova Civic, e stavolta non ha tardato a far uscire la Type R. Questa Type R ha più o meno le stesse caratteristiche della precedente, giusto qualche cavallino in più, ruote più larghe e passo più lungo. Ma ha staccato 3 secondi alla Golf GTI Clubsport, segnando un 7.43 e qualcosa. E qui la discussione: ha senso esasperare un’auto affinché sia la più veloce sul tracciato più complicato del mondo? Noi pensiamo di si, perché il Green Hell è forse quello che più si avvicina alle nostre strade extraurbane, le più pericolose. E se un’auto può percorrere quei 21 km in così poco tempo in sicurezza, può percorrere benissimo le strade pubbliche in tutta sicurezza, a velocità da codice, s’intende. Quindi perché no? E ha senso anche che si testino auto “normali” su quel tracciato, perché, sebbene oggi l’elettronica faccia miracoli, le condizoni dell’ambiente e della strada possono mettere in difficoltà anche i guidatori dai riflessi eccezionali. Comunque, aspetteremo la fine dell’anno per vedere un altro record fra le trazioni anteriori: quello della prossima Megane RS.

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