Notizie di M…otori – 9 Aprile 2017 – Ottovolanti Ferrari, chilometri scalati e mini da 80mila

IL PORTALE DELL’AUTOMOBILISTA CI FORNISCE UNA NUOVA FUNZIONE, UTILE MA SOLO FINO A UN CERTO PUNTO.

L’immagine è sgranata perché volevo coprire la targa ma soprattutto le altre pagine aperte… No in realtà è perché volevo essere utile come la funzione del portale… Tutte scuse..

C’è una nuova funzionalità sul portale dell’automobilista: permette a chi vuole acquistare un’auto di verificare il chilometraggio dell’auto al momento di effettuare la revisione. Ottimo! Così sarà facile fregare i polli: immaginate un idiota che fa la revisione a 200mila km e poi scala il contachilometri a 80mila prima di vendere l’auto. Voleva fregare te, ma tu hai fregato lui. Molto bello. Però bisogna tener conto che la prima revisione dell’auto è prevista dopo quattro anni dall’immatricolazione. Piccolo sillogismo: i chilometri si scaricano quando un’auto ha tanti chilometri. Un’auto nuova con tanti chilometri solitamente è appartenuta alle flotte aziendali o ai liberi professionisti. Chi lavora molto con l’auto e macina chilometri solitamente cambia auto ogni due anni. Quindi è molto probabile che prima della revisione l’auto sia stata spremuta ben bene, rimessa all’asta, “ricondizionata” se così vogliamo dire, e rimessa in vendita con un chilometraggio fasullo. Andando a vedere i cosiddetti “Errori di sbaglio” scovati da Alfredo Bellucci di Non prendermi per il chilometro,  si nota che spesso e volentieri le auto schilometrate non hanno più di tre anni. Quindi grazie al portale dell’automobilista, ma non è abbastanza.

LORIS BICOCCHI E’ DI NUOVO ALL’OPERA SU UNA SUPERCAR ITALIANA

Loris Bicocchi con Luca Mazzanti. Mazzanti è un pistoiese di 43 anni e prima dell’Evantra era noto soprattutto per il restauro di auto d’epoca. No, non parlo della 850 di zio Salvatore, sto parlando di Cisitalia o Maserati guidate da Stirling Moss.
Lui è molto probabilmente il collaudatore più importante degli ultimi 30 anni.
Perché ha sviluppato alcune fra le auto più importanti degli ultimi 30 anni. La Zonda, la Veyron, la Koenigsegg CCX, solo per ricordare quelle che sono passate alla storia come grandi auto e non come “auto che potevano farcela ma..”.
Ebbene, a quasi sessant’anni, ha iniziato un nuovo progetto. E, aggiungerei, ambizioso. Ha appena cominciato una collaborazione con la toscana Mazzanti Automobili, e svilupperà la versione Millecavalli della Mazzanti Evantra. In bocca al lupo a lui,  e in bocca al lupo alla Mazzanti.

IL FERRARI LAND E’ NATO NEL MOMENTO SBAGLIATO DELLE NOSTRE VITE

Alcuni di noi studiano in modo matto e disperato, alcuni di noi lavorano come cani, alcuni di noi programmano il matrimonio. Alcuni non hanno il tempo per tagliarsi la barba, alcuni si mettono la pochette per andare ad appuntamenti di lavoro e altri ancora passano le ore a smontare la moto, o appresso a una donna che li tratta a pesci in faccia. Insomma abbiamo un sacco da fare e un sacco di cui lamentarci. A tutto questo aggiungiamo che il luna park a tema Ferrari, aperto a Barcellona qualche giorno fa, è arrivato ora che non abbiamo l’età per dire “domenica si va al luna park”. Che poi, nessuno ci vieta di tirar fuori la parte giovanile di noi. Ma è molto più probabile che quando ci andremo sarà per portarci i nostri figli.

FERDINAND PIECH VENDE LE SUE AZIONI… AL FRATELLO

“A rigà chi m’ha ‘nculate ‘e chiavi daa Polo?”
Nessun rischio dunque per chi pensava che la Volkswagen perdesse la componente Piech-Porsche. Quella famiglia rimarrà in pieno controllo del board VW, perché Ferdinand Piech, per anni alla guida dell’azienda “di famiglia”, ha ceduto la sua quota a suo fratello Hans Michel, che ora possiede il 25% delle azioni.
Sulla carta però Ferdinand è fuori. E dire che è stato l’uomo più importante per il gruppo Volkswagen è poco. Se oggi VW è il primo gruppo al mondo è merito suo e delle sue strategie commerciali. Dalla trasformazione graduale di Audi da ciofeca a eccellenza premium, alla creazione di un impero industriale che nemmeno uno scandalo come il dieselgate ha potuto danneggiare gravemente.

L’AUDI MOSTRA LA SCOCCA DELLA NUOVA A8

Questa è la scocca della nuova generazione di Audi A8, che dovrebbe uscire nei prossimi mesi. E’ già chiaro vedendo queste foto che la A8 riprenderà molto dalla concept Prologue mostrata nei saloni degli ultimi anni.
Qualche tempo fa il nostro admin Alejandro Cruz ha comprato la nuova Serie 7, che ha una scocca costituita da acciai ad alta resistenza, alluminio e carbonio. Prima di comprarla aveva provato la concorrenza e non solo era rimasto poco convinto, ma aveva snobbato la A8 classificandola come “cagata”. Ebbene non mi trova d’accordo. Quando è uscita la A8, nel 1994, aveva dei contenuti meccano-tecnologici che le altre barcone tedesche sognavano. Fu la prima auto ad avere una scocca completamente in alluminio, per esempio.
Roba che quando è uscita l’ultima generazione di XJ, con scocca in alluminio, tutta la stampa inglese a lodarla come se fosse stata rivoluzionaria.
Ogni tanto bisogna dare a cesare quel che è di Cesare. La A8 non ha nulla da invidiare alle altre ammiraglie, anzi in molti casi è stata la migliore del segmento. Ma ora il peso degli anni si fa sentire, e così ne sta arrivando un’altra. Tutta nuova, ha una scocca in alluminio, con tratti in magnesio e altri in fibra di carbonio. Insomma, sembra fatta con le protesi di Pistorius, che andava parecchio veloce…

LA MINI CHE TUTTI VOLEVAMO MA CHE NESSUNO AVEVA AVUTO MODO DI FARE, ORA C’E’. E COSTA TANTISSIMO.

Ecco la Mini Remastered, l’ennesima auto classica “resuscitata”. Già la californiana Singer ha riproposto una versione modernizzata della 911 classica. Ma mentre la Singer prende vecchie scocche e le modernizza, la David Brown costruisce la Mini Remastered da zero. Un po’ quello che ha fatto di recente Jaguar riproponendo in piccola serie la E-Type Lightweight

L’anno scorso ho spaccato il maialino e ho pensato di comprare una Mini British Open del 1992. Era il mio sogno già da adolescente e sembrava arrivata l’ora di togliermi uno sfizio. Inizialmente con un amico volevamo comprare un modello meno da collezione e modificarlo rendendolo più simile a un’auto moderna. Volevamo cambiare tutto il reparto sospensioni e freni, mettere un motore del terzo millennio. Insomma, sognavamo così tanto che alla fine abbiamo deciso di abbandonare completamente l’idea. Per questo sugli annunci c’è scritto “Astenersi sognatori”, è un messaggio per tutti gli mdmologi come me.
Fatto sta che la David Brown Automotive, nota per aver ricarrozzato una Jaguar XK facendola sembrare la reincarnazione dell’Aston Martin DB5, ha realizzato il sogno che avevo io. E lo mette in vendita, questo sogno. A circa 80mila euro. Io mi astengo.

LA GRAND CHEROKEE TRACKHAWK E’ MOLTO INUTILE, MA POTREBBE PIACERCI MOLTO

Esiste ed è già in vendita una versione SRT “da barboni” della Grand Cherokee. Monta un 6.4 aspirato da 475 miseri cavalli. Questa nelle foto è la Trackhawk, con un 6.2 supercharged da 707 cv. Quanto è utile da 1 a 10? Se siete quelli che fanno la spesa a 60 km di distanza da casa e pretendono di tornare coi Cornetti Algida ancora freddi…
La Mercedes ha appena lanciato la GLC AMG, che coi suoi 510 cavalli raggiunge la potenza della Stelvio. Ma viene un po’ da sorridere se si pensa che molto probabilmente la prossima settimana sarà svelata la Jeep Grand Cherokee Trackhawk, che dovrebbe montare il 6.2 con compressore della Challenger Hellcat. Non si scherza, in caso. 700 e passa cavalli su un’auto che ha il bagagliaio per il cane. Per quelli che vogliono far sentir male la suocera, la Trackhawk potrebbe fare lo 0-100 in 3.5 secondi e diventerebbe l’auto più spaventosa mai uscita dagli Stati Uniti dopo la Ram SRT col motore della Viper.

VW VENDE AGLI AMERICANI UN SUV ENORME PER IL PREZZO DI UNA GOLF DIESEL.

Ok, questa non è proprio la versione base, ma anche con questo livello di personalizzazione costa meno della Touareg, che è più piccola. Infatti la Touareg in America parte da 49mila dollari.

VW ha appena messo in vendita l’Atlas nel mercato nordamericano. E’ un mega-suv di dimensioni disumane. Infatti è molto più grande della Touareg che vende da noi e che rappresenta, attualmente, il top di gamma Volkswagen. E’ sicuramente anche molto meno raffinata della Touareg, il che potrebbe spiegare il prezzo stracompetitivo: 31mila dollari. In Euro, sono meno di 30mila. E stando alla nostra esperienza, comprando una Golf TDI e aggiungendo qualche accessorio ci si arriva molto facilmente alla soglia dei 30.
Ma non pensate che i concorrenti si comportino diversamente. Auto dello stesso tipo, come la Ford Explorer e la Toyota Highlander, costano anche meno. Ma la Atlas base non ha la dotazione di una Dacia Sandero: infatti non le manca un moderno sistema di infotainment Apple Carblablabla e Google blablabla, e retrocamere da parcheggio per evitare di schiacciare l’auto dietro di sé. Perché loro si e noi no?

LA GIULIA IN AMERICA FA IL BOTTO!

Questa Alfa Giulia Quadrifoglio è stata messa all’asta per 225 dollari. Quindi scegliete, o questa o 45 modelli Burago in scala 1:43.
Si, anche letteralmente, da come potete vedere nelle immagini. Ma parlando di vendite, da quando c’è stata la pubblicità dell’Alfa al superbowl, le vendite delle Alfa negli Stati Uniti sono aumentate del 1200%. A gennaio negli USA si erano vendute 29 Giulia, a marzo 484, con un totale di 550 auto (comprese le 4C). In Italia, la Giulia vende più delle corrispondenti premium, ma le vendite sentono comunque la mancanza di una versione Sportwagon, che già si è detto, non si farà. Infatti l’unica concorrente che vende più della Giulia è l’A4, con circa un centinaio di unità in più. Ma va specificato che su circa 1100 A4 vendute, 1000 sono Avant.
Ma poi a FCA chi ha detto che le wagon non ci piacciono più?

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