#CONTROMANO episodio 10 – SUV VIA!

SUV VIA

Perché se siete imprenditori brianzoli comprare un SUV a vostra moglie è un dovere morale

 

Fra i tanti problemi che affliggono la mobilità italiana, insieme a ciclisti, vecchi col cappello, apecar scarburati e motorini impazziti, c’è anche una figura tutto sommato recente: la mamma col SUV.

Mamma di Stiffler
Anzitutto mamma, perché se non sei madre e tuo marito ti compra un’auto da 70mila euro, probabilmente si tratterà o di un SLK o di una Smart Brabus coi sedili tigrati. In secondo luogo moglie, perché la donna emancipata, in carriera, divorziata o altro di solito opta per altre auto.

Da ultimo, inabile alla guida. Perché se una non è in grado neanche di parcheggiare la sua Twingo giallo limone senza fare danni, è logico darle in mano un autocarro di 9 metri per svariate tonnellate di peso, con 500cv e gli ingombri di una petroliera.

L’habitat preferito di questo esemplare è L’Entrata Della Scuola.

Ingresso a scuola

Ora, forse voi non lo sapete, ma pare che i figlioletti di queste simpatiche signore abbiano gravi disfunzioni motorie. Disfunzioni tali per cui siano di fatto impossibilitati a coprire una distanza superiore ai 3 metri fra la portiera dell’auto e l’ingresso della scuola. Così, la MammaColSuv sfodera gli artigli ed inizia a lottare con gli altri esemplari affinché i suoi pargoli possano scendere esattamente davanti alla porta.

Iniziano così urla, improperi, colpi di clacson, sportellate, doppia fila, tripla fila, retromarcia contro lo scuolabus, pianti, grida isteriche, trucco e parrucco, telefonate all’amica e Tiziano Ferro a 200 decibel.

Roba che la battaglia di Waterloo a confronto è stato un pacato dialogo tra amici in lieve disaccordo.
E’ così. La mamma col SUV è una realtà oramai radicata e difficilmente contrastabile. Così se ne incontrate una sulla vostra strada, non sfidatela. Non guardatela negli occhi. Non suonatele il clacson. E soprattutto non ditele MAI (mai, sul serio) e per nessun motivo “Aò, comprate na smart!”. E’ come sventolare una bandiera rossa davanti a un toro.

Limitatevi a guardare altrove, farvi da parte e sperare che abbia capito come funzionino i sensori di parcheggio.

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Luca

luca@mdmitalia.it

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