#CONTROMANO episodio 9 – Va Gina

VA’ GINA!

Vettel e i doppi sensi, livree dal dubbio gusto, e Massa che si era ritirato ma solo per finta. It’s Formula 1 , baby.

Quella di dare un nome alla propria auto (in Formula 1) o alla propria moto, è un’abitudine consolidata per molti, e tra questi molti c’è anche un certo Sebastian Vettel, che se fin qui ha sempre scelto nomi non banali per le sue monoposto, quest’anno si è superato battezzando la sua Ferrari “Gina”, forse con l’intento di spronarla ad andare al massimo all’urlo di “Va’ Gina!”, o almeno questo è quel che ci piace pensare.

Ma la cosa deve aver effettivamente funzionato, visto che all’esordio il buon Seb ha piazzato una cavalcata trionfale, battendo in strategia e in potenza Lewis Hamilton. Per restare in tema Italia, si segnala dopo alcuni anni la presenza di un italiano al traguardo, con il 12esimo posto di Antonio Giovinazzi (subentrato a Verlain) che all’esordio fa comunque meglio di quanto facesse Fisichella ai tempi d’oro (pare che Giancarlo si fermasse un paio di volte all’autogrill) e sopratutto riporta un nome di battesimo normale visto che gli ultimi italiani a calcare il palcoscenico del Circus sono stati un Jarno e un Vitantonio.

Ma la F1 non è solo gara. Domenica è stato il primo appuntamento, quello a cui tutti devono presentarsi in maniera impeccabile. E così se Ferrari, Mercedes e RedBull non si discostano troppo dalle solite livree, e Renault ripesca la tradizione del giallo/nero, c’è anche chi palesa inadeguatezza non soltanto in pista ma anche ai box, come la Force India, per l’occasione con livrea stile Maglia Rosa o Gazzetta dello Sport, una specie di confetto studiato probabilmente da Paris Hilton, che di certo non richiama alcuno stilema degli sport motoristici.

Al contrario prosegue il sodalizio Williams-Martini, che fa tanto vintage e ci riporta alla memoria gli anni d’oro delle auto da corsa.

Menzione a parte la merita la McLaren, che ricicla gli adesivi delle Arrow dei primi anni 2000 (quelle guidate da De La Rosa, Verstappen e Frentzen) e crea un bell’effetto zucca di Halloween.

Poi ci sono i piloti. L’attesa è tutta per Kvyat, che è carico di rabbia e testate nucleari, e anche per Verstappen che guida come i teppistelli romani sulle loro microcar in mezzo al traffico della Capitale.

Ritorna a sorpresa anche Massa, che si era più che dignitosamente ritirato dalle corse soltanto qualche mese fa, al quale la moglie ha ricordato di avere ancora il mutuo per la villa vista San Paolo da estinguere.

Segnaliamo infine la calvizie incipiente di Valteri Bottas, che con quello sguardo probabilmente trascorre il tempo libero seviziando prigionieri di guerra.

Insomma, amata odiata snobbata che sia, la Formula 1 è tornata, e come è giusto che sia, bene o male, basta che se ne parli.

edoardo@mdmitalia.it

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Luca

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