Kia Stinger – i coreani “punzecchiano” le tedesche.

Durante la notte, dall’altra parte della terra, Kia ha presentato la sua alternativa ad auto come la Giulia, la Serie 4 Gran Coupé, la A5 sportback, Jaguar XE e via dicendo.

La Stinger (in inglese significa “pungiglione”), con circa 4 metri e 80 di lunghezza è più lunga di tutte le sue rivali “premium”, e questa è più o meno la tendenza dei marchi generalisti: compra la mia auto al posto di una tedesca, e darai a tutti l’impressione di aver comprato un’auto di segmento superiore.
La Stinger, con la sua filante  carrozzeria fastback, la linea di cintura alta e il design del frontale suddiviso su tre livelli – i fanali sono alti rispetto alla mascherina, e ancora più in basso le prese d’aria, ispirate alla fanaleria della concept omomima, la fanno sembrare un’auto con due facce; non assomiglia a nulla di quello che si vede in strada, nonostante riprenda alcuni dettagli da altre TP sul mercato. Anche la fanaleria posteriore è sconcertante poiché, invece di scegliere una disposizione delle luci, i designer le hanno messe in sequenza ininterrotta da passaruota a passaruota. Del resto parliamo di un’auto disegnata dallo stesso uomo che ha disegnato la prima generazione di Audi TT, un classico dei nostri tempi.
Deve riuscire a coinvolgere non solo chi la guida, ma anche chi la guarda. Lo stesso ragionamento fatto dalla Nissan per la Juke.

Il design degli interni è da vera gran turismo, e riprende ciò che più piace nelle tedesche (schermo-tablet in alto) ma ha quel tocco americano, in particolare le bocchette del clima e il portabicchieri che fanno molto Mustang.
Anche dinamicamente promette bene: è stata sviluppata al Nurburgring dall’ex capo del dipartimento M Performance della BMW. I motori annunciati sono un due litri turbo da circa 260 cavalli e un V6 3.3 turbo da circa 370, della versione GT. Cambio automatico in entrambi i casi, e trazione posteriore (in una Kia!) o integrale.
Avrà successo in Europa? Non farà grandi numeri, come al solito. Ogni volta che un asiatico entra nel mercato ha la strada resa difficile dalle solite 320d, A4 2.0 TDI e C220. Per questo Toyota ha deciso di importare solo Lexus ibride, visto che coprono da sole una fetta di mercato, e per lo stesso motivo Infiniti ha dovuto elemosinare a Mercedes l’ormai vecchio ma affidabile 2.1 a gasolio. Sebbene Kia abbia preso il meglio del design e dell’ingegneria tedeschi, ha comunque contro… il design e l’ingegneria tedeschi. Ma sta investendo sul suo futuro: pochi marchi ai giorni d’oggi sono credibili e competitivi come Kia/Hyundai. E pensare che fino a quindici anni fa vendevano auto improponibili.

Solitamente in un concessionario Kia si entra e si torna a casa con una Sportage, non con una berlina a trazione posteriore. Immaginate di andare al convegno dei rappresentanti di protesi dentarie, parcheggiare la vostra auto, che non stona in un parcheggio di A5, Serie 4 e Classe C e dover raccontare ai colleghi di avere una Stinger (che nome fico), perché dire Kia sarà molto strano. Voi lo fareste? Scommetto di no.
Quindi dov’è che devono puntare? In America, e dove altrimenti? Lì anche poche auto vendute rispetto alla concorrenza sono tante auto vendute. E gli americani non hanno gli stessi tabù rispetto al marchio, soprattutto i giovani, che sono attratti dai design funkettoni. Per loro se una cosa è fatta bene, è fatta bene e basta. Pure se c’è scritto Kia sopra. Certo, anche a loro piace comprare tetesco, ma se il tetesco ti frega dicendo che “mein Audi konzumen zolo 1 litro di benzinen ogni millemila chilometren, und die emission kein problem ja, zolo poco gas ja, wier sint der neuer Greenpeace ja, das auto“, loro cominciano a comprare dal coreano. Trump permettendo.
E se andrà bene da loro, col tempo andrà bene anche da noi. Tanto ci piace copiare gli americani.

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