Alfa Romeo 33 Stradale : meravigliosa creatura

Stasera parliamo di quella che, con tutta probabilità, è l‘auto più bella di tutti i tempi (e fidatevi, non bisogna essere Alfisti per dirlo) : l’Alfa Romeo 33 Stradale.
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Fuoriserie presentata nel 1967 al salone dell’Automobile di Torino, era derivata dalla Tipo 33, sua versione di competizione : semplicemente un gioiellino tecnologico e stilistico che adottava soluzioni tecniche e di design ancora attuali dopo ben 40 anni, specialmente fra le supercar.

Qualche esempio?
Beh: il telaio era stato sviluppato usando tecnologie aeronautiche ed elementi tubolari in acciaio e lega di magnesio per ridurne il peso e migliorarne la resistenza, mentre l’impianto frenante era costituito da freni a disco auto ventilanti.
La linea, disegnata dal designer Franco Scaglione e realizzata dalla celebre Carrozzeria Marazzi di Varese, aveva anch’essa soluzioni così stravolgnti e pionieristiche (ad esempio i fari a goccia e le portiere ad apertura verticale) che sono state adottate dalla sua recente “erede”, l’Alfa Romeo 8C Competizione.
Un perfetto connubio di design, funzionalità aerodinamica e tecnica espressiva, più vicina a quella che ci si aspetta in una scultura rinascimentale che in un’automobile.
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Oppure il motore 1995 cm³ V8 progettato da Giuseppe Busso in collaborazione con Carlo Chiti, del reparto corse Alfa Romeo “ Autodelta”, posto in posizione centrale : uno splendido Autentico gioiello tecnologico, costruito interamente in alluminio e magnesio, che disponeva di impianto di iniezione meccanica indiretta “Spica” con doppia pompa della benzina elettrica e lubrificazione a carter secco.
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La potenza era di ben 270 CV per la versione da competizione e 230 CV per la versione stradale : un risultato da urlo per un due litri anche per i tempi attuali ma specialmente negli anni 60-70!
È dunque chiaro che le prestazioni fossero inimmaginabili per l’epoca : velocità massima di quasi 260 km/h con uno scatto da 0-100 km/h in 5,6 secondi.
Solo 18 esemplari sono stati prodotti (e regolarmente censiti da Alfa Romeo), tutti con lievi differenze estetiche, essendo state prodotte praticamente a mano : le più evidenti sono il numero di fari anteriori (due o quattro) o il tergicristallo (che poteva essere in alto o in basso).
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Naturalmente il prezzo di listino (ebbene si, la 33 Stradale figurava regolarmente a listino presso i concessionari) era esorbitante, come per ogni fuoriserie che si rispetti : quasi 10 milioni di lire, nel momento in cui una Giulia TI ne costava un milione e mezzo, una Jaguar 5 milioni e una Ferrari 6 milioni.
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Per chi fosse interessato a vederne una dal vivo, uno di questi 18 esemplari, in particolare uno con quattro fari, è visibile presso il Museo Storico dell’Alfa Romeo di Arese, insieme a tanti altri mezzi più o meno rari della casa del Biscione.
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