Lo Snowcruiser è bello da Dio

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“Amore, costruirò un mezzo per andare in Antartide: sarà enorme, e sul tetto ci legherò pure un aeroplano” disse Thomas Poulter, entrando in casa.
“SEI ANDATO ANCORA AD UBRIACARTI FUORI DALL’ESSELUNGA, NON È VERO BRUTTO DISGRAZIATO?” rispose la moglie, incazzata come una iena.
“Taci, donna!” ribattè, correndo nel suo studio.

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Lo Snow Cruiser, questo è il nome del mezzo, era un cazzutissimo veicolo progettato tra il 1937 e il 1939 dallo scienziato e esploratore Thomas Poulter.
Il mezzo era lungo 17 metri, largo 6 e alto 5. Poco meno di 80 volte il volume di una Smart.

In seguito alla sua costruzione, lo Snow Cruiser venne soprannominato “Pinguino 1”.

Direte voi: il soprannome è dovuto al colore bianco e nero della carrozzeria, vero?

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No, col cazzo.  Anche se (in teoria) fu progettato per andare sul ghiaccio come i pinguini, non si riesce comunque a capire perchè un bestione arancione da 34 tonnellate dovrebbe essere soprannominato “Pinguino”. Valli a capire sti americani.

Lo scopo di questo veicolo era esplorare l’Antartide, che all’epoca era ancora per la maggior parte sconosciuta. Per poter svolgere il compito in scioltezza, lo Snow Cruiser era dotato di soluzioni incredibilmente intelligenti ed avanzate per l’epoca.

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Aveva 5 stanze: la sala di controllo, la sala macchine, la cucina (che poteva essere trasformata in una camera oscura per sviluppare le foto, rendendo di fatto difficoltoso scattarsi selfie ai fornelli) e due cabine per l’equipaggio.

Sul tetto stava comodamente parcheggiato un biplano, utilizzato per estendere il raggio di esplorazione dello Snow Cruiser. Per la serie “Che schifo i poveri”..

Il modestissimo serbatoio principale conteneva 9463 litri di gasolio, mentre il serbatoio secondario, utilizzato per rifornire l’aeroplano, conteneva appena 3785 litri di carburante. Il benzinaio sotto casa di Thomas, inutile dirlo, ha vissuto anni felici.

 

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Una rara foto del benzinaio di Thomas insieme ai suoi soldi (al netto delle accise per la guerra in Abissinia)

 

Il circuito di raffreddamento della sala motori passava per le cabine per l’equipaggio, facendo in modo che i passeggeri avessero bisogno soltanto di un leggero lenzuolo per dormire la notte. I pneumatici potevano essere retratti, in modo tale da venire scaldati dal calore emesso dai motori ed evitare quindi crepe date dal freddo. All’epoca non c’era ancora l’obbligo degli pneumatici invernali tra Novembre ed Aprile, a quanto pare.

Lo Snow Cruiser equipaggiava due motori Diesel da 11 litri (euro 6 sucate forte), che fornivano energia ad un generatore che alimentava 4 motori elettrici, uno per ruota. L’elettricità in eccesso veniva immagazzinata in alcune batterie, per l’utilizzo dei vari servizi a motore spento. Tutto questo nel 1937, tanto per dare un’idea di quanto avanzato fosse questo mezzo.

Nell’Ottobre del 1939 finì la costruzione del Pinguino, che intraprese quindi un viaggio da Chicago a Boston, più di 1600km.

Salpò quindi dall’Atene d’America il 15 di Novembre, con direzione Antartide.

Dopo un paio di mesi, la North Star (questo era il nome della nave che ebbe il compito di trasportare lo Snow Cruiser) diede fonda nei pressi della base antartica chiamata “Little America”, pronta per scaricare il suo prezioso carico. Un gioco da ragazzi.

MANCO PER LE PALLE!

 

No, per nulla. Arrivati in Antartide, i furboni si resero conto che non avevano predisposto un cazzo di niente per poter scaricare lo Snow Cruiser.

Tentarono di costruire una rampa in legno, che si ruppe sotto il peso del veicolo. Dopo innumerevoli bestemmie rivolte a un ampio spettro di divinità, riuscirono infine a poggiare i quattro pneumatici dello Snow Cruiser sulla neve dell’Antartide.

Bene, il peggio era passato! Fu subito festa, l’equipaggio era in fibrillazione: ce l’avevano fatta!

“Dai Tom, accendi la baracca qua che andiamo ad esplorare ‘sta cazzo di Antartide!” dissero poco prima di trasformarsi in pupazzi di neve scala 1:1

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Infatti i pneumatici montati sotto lo Snow Cruiser erano del tutto privi di battistrada e catene, rendendoli di fatto utili quanto una leva del cambio su un T-Max.

L’equipaggio provò a montare delle catene, provo ad aggiungere pneumatici ma tutti i tentativi furono infine vani. Avessero chiesto a noi gli avremmo detto che, come ci insegnano gli amici di Sesso Droga e Pastorizia, gli sarebbe bastata una Panda 4×4, un autista-pastore e una scorta di Finkbrau e avrebbero risparmiato tempo e bestemmie.
Dai, ragazzi, questo è l’ABC…

Fatto sta che a fine Gennaio, Thomas fece Baglioni e si levò dai coglioni, lasciando l’equipaggio a giocare a briscola nello Snow Cruiser, immobile sulla neve.

Lo Snow Cruiser fu avvistato l’ultima volta nel 1958. Da allora, non si hanno più notizie del Pinguino arancione. Anche se qualcuno sostiene di aver visto un pandino prima serie trainarlo verso lidi sconosciuti…

Vista in sezione del Pinguino
Vista in sezione del Pinguino
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Luca

luca@mdmitalia.it

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