10 alternative all’Alfa 75

L’Alfa 75 è celebre per il suo bilanciamento e per il suo comportamento stradale sportivo, e negli anni in cui è stata prodotta era la rivale diretta della serie 3, così come sono rivali le odierne Giulia e Serie 3 F30.
Ma sul mercato non c’erano solo questi due modelli.
Quindi abbiamo raccolto altre 10 potenti berline prodotte negli anni fra gli ’80 e i ’90: alcune possono costituire una valida alternativa, alcune non ci azzeccano nulla, ma ci piace condividerle con voi.
Se avete avuto alcune di queste auto, raccontateci le vostre storie. Se invece pensate che ci siano delle grandi assenti, non esistate a scriverle nei commenti!

Mercedes-Benz 190 E 2.5-16 “Cosworth”

Questa cassa da morto ha un motore sviluppato dai mastri motoristi migliori di Inghilterra (si può dire?).
Con la stella sul cofano e 200 cavalli era il sogno di apprendisti yuppies. Oggi una 2.3 è abbordabile e durerà per sempre, mentre se volete una 2.5 Evolution II, si vive bene anche con un solo rene.

 

BMW M5 E34

Eh, in questo settore i tedeschi ci hanno sempre saputo fare. Una di quelle auto che incutono timore fissandoti negli occhi dal retrovisore. Se la 75 vi sembra cattiva e veloce, qui siamo su un altro pianeta. Della serie E34 ne hanno prodotte poco meno di 4000, non sto qui a dirvi quanto sia sicuro come investimento. Il sei in linea da 3,5 litri erogava 315 cavalli nella versione originale, 340 negli esemplari post-1991. Assurdo perché la prossima M5 ne avrà probabilmente il doppio.

Audi RS2

Da lei la tradizione delle uberwagon di Ingolstadt ha inizio. Audi prese l’Audi 80 Avant e la affidò alle cure Porsche: il risultato è che l’Audi 80 si accoppiò con una 964 dell’epoca e dalla relazione nacque la RS2.
Da mamma Porsche aveva preso gli specchietti, le ruote e l’impianto frenante. Il motore era Audi, ma smanettato dai tecnici di Zuffenhausen: un 2.2 cinque cilindri turbo da 315 cavalli, che, aiutato dalla trazione quattro lo portava ai 100 orari in meno 5 secondi, e fino a 262 all’ora, autolimitati. Non 250. Non 260. 262. Anche le Audi hanno queste stravaganze romantiche.

Lotus Carlton

Ovvero una Opel Omega con il viagra a 100 ottani. Già alla Opel avevano provato a fare una versione sportiva della Omega, la Evolution, con il 3 litri portato a 230 cavalli. Ma apparentemente non era abbastanza nemmeno per quei tempi. Quindi la diedero in pasto a Lotus che portò il motore a quota 3,6 litri, con l’aggiunta di due turbo: 380 cavalli. E non aveva i limiti: questa arrivava tranquillamente a 300..

Lancia Thema 8.32 “Ferrari”

La versione station wagon che vedete in foto non ve la potete comprare, perché ne esiste una sola ed era dell’Avvocato. Ma potete costruirvela come ha fatto un simpatico olandese, o comprarvi la versione berlina: in quel caso beneficereste del meraviglioso alettone a scomparsa. La 8.32 era torinese, ma aveva un cuore modenese: si tratta del V8 Ferrari da 3o00, derivato da quello della Mondial. Questo motore erogava 215 cavalli, e la rendeva la TA più potente sul mercato in quegli anni. Oggi il record dovrebbe essere quello della Honda Civic Type R da 310 cavalli.
La Thema Turbo ha la metà dei cilindri ma ha un motore (quello del Deltone – eh, ma il Deltone..) che, se elaborato con cura, rimane affidabile anche con 400 cavalli. Ma non ha il fascino esotico di una Ferrari a trazione anteriore..

Peugeot 405 T16

Tutte le case francesi fino a dieci anni fa avevano berline potenti in gamma. Oggi hanno imparato che tutti ci buttano l’occhio ma alla fine nessuno le vuole comprare. Si trattava di auto veloci, ma mi pare difficile definire auto come la BX GT o la Renault 19 Turbo Quadra “sportive”. Quella che più ci si avvicina è questa Peugeot disegnata da Pininfarina, che spinta da un 2.0 turbo da 200 cavalli poteva raggiungere i 240. Ma la cosa più importante dell’auto è senz’altro la sigla T16, che riporta alla mente ben altre potenze e ben altre velocità…

Renault Safrane Biturbo

E’ più facile vedere Grignani sobrio che incrociare una Safrane per strada, e questa versione Biturbo, co-sviluppata con i tuner Irmschner e Hartage, è ancora più rara. Monta il motore della Alpine A610, un 3.0 V6, ma con due turbo al posto di uno: la potenza si aggira intorno ai 260 cavalli.  È un barcone, ma può raggiungere punte altissime: ci sono video-testimonianze in cui la Safrane Biturbo supera i 270km/h…

Ford Sierra RS Cosworth Sapphire 4×4

Si, nome lunghetto, ma poco da dire su quest’auto. Cazzuta come poche, su strada faceva mangiare polvere ad auto ben più potenti. Descriverla con numeri è quasi impossibile, perché se ne cercate una oggi è difficile non sia stata elaborata, magari anche pesantemente. Comunque la potenza originaria del suo 2.0 L4 si aggira intorno ai 200 cavalli. Se l’altra “Cosworth”, la Mercedes 190, era il sogno degli yuppies, questa era un’auto del popolo: ne sono stati prodotti più di 13mila esemplari..

Volvo 850 T5-R

Anche Volvo come Audi si affidò a Porsche per fare della sua wagon moderata un mostro da autostrada. Sempre un 5 cilindri turbo, un 2.3, stavolta con “soli” 250 cavalli – per la versione estrema della 850 fu scelta la trazione anteriore. Rimane veloce per gli standard moderni, però. Ed è probabilmente la Volvo più stronza di sempre.

Alfa Romeo 155 Q4

È proprio lei! La sostituta della 75, la sacrilega 155 a trazione anteriore! Bisognerebbe ricordare che Alfa Romeo ha rivoluzionato la trazione anteriore già dai tempi dell’Alfasud, compatta bruttina e rugginosa, ma con un handling che ha fatto la storia. La Fiat 155 non poteva intraversarsi con cattiveria, ma non disonorò certamente il nome di Alfa Romeo, con le vittorie nel turismo. Si poteva avere col mitico V6 Busso, ma la più veloce è stata la 2.0 turbo 16 valvole a quattro ruote motrici, da 186 cavalli: in pratica una Lancia Delta Integrale infilata nel telaio della Tipo. Velocità massima, 225 km/h, 0-100 in 7 secondi, che diventavano 8 con due cadaveri nel bagagliaio.

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