MdM presenta: il Land Rover Defender

Ai giorni d’oggi la parola “fuoristrada” è abusata. Ne abusa l’uomo  con il quale sto parlando in questo momento. Sono in una concessionaria Mazda e sono andato a vedere la CX-3, che fra motori, equipaggiamento ed estetica offre un pacchetto molto interessante. Non la devo comprare, vado solo per fare mille domande al rivenditore e poi me ne andrò via con la Panda di sempre. Ma ho un consiglio da dare al venditore: che non la chiami mai più fuoristrada. Non lo è, chiaro? E’ un’auto che qualcuno comprerà affinché la moglie vada a farci la spesa. Eh si ma è a trazione integrale, mi fa. AWD. Ma le ridotte ce le ha?

L’omino si è infastidito: mi sa che ha capito che non comprerò nulla. Peccato, perché stavo per chiedergli un test drive. Me ne vado via pensando: tutti i maestri del marketing che ti vogliono far credere di poter scalare le montagne, guadare fiumi, saltare fra le dune con queste auto un po’ rialzate. Ma perché non si fanno un esame di coscienza? Quanto possono godere quando, vedendo il video di un impedito che resta bloccato nel fiume con la Cayenne che loro gli hanno venduto, pensano a come si è fatto inchiappettare? Per me tanto.

Quindi se avete intenzione di fare cazzate, fatele con l’auto giusta.

Una di queste auto è il Defender. Chiedetelo a chi ce l’ha. Chiedetelo ai volontari della croce rossa che li usano per attraversarci il deserto. Chiedetelo a quelli della protezione civile, chiedetelo ai militari, chiedetelo ai contadini inglesi che, dopo quasi settant’anni,  ancora non riescono a distinguerlo dal trattore. O chiedetelo direttamente alla loro regina…

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È stato nei posti peggiori della terra, sguazzando nel fango come neanche un maiale farebbe. È stato al polo Nord e al polo Sud, reso celebre da esploratori come Ranulph Fiennes, ha corso edizioni su edizioni di Dakar e numerose altre competizioni (da sburro le versioni del Defender modificati da Bowler).

Land Rover Series - Defender - GIFMANIA

Inoltre ha servito le forze armate di numerosissimi paesi, fra i quali i nostri Carabinieri, che l’hanno avuto in dotazione con il 2.0 benzina aspirato. Ma lasciamo da parte il patriottismo, ho trovato una serie di immagini che sicuramente vi interessano di più.
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(Se vi piace l’abbinamento Defender+vagiàina, date un’occhiata a defenderladies.tumblr.com)

Il Defender ha un disegno iconico, inconfondibile, come tutte le auto prodotte per tanti anni, tant’è che per molti c’è sempre stata, come lo zio Tobia nel paese d’origine dei propri genitori. Prima o poi lo vieni a conoscere, e quando se ne va è come se se ne andasse un pezzo di cuore. È un po’ stato così per tutti qualche mese fa quando, dopo ben 68 anni, l’ultimo esemplare, venduto per 400mila sterline, è uscito dalla fabbrica storica di Solihull.

Ma come è nata questa leggenda del trasporto intercontinentale?

Land Rover Series - Defender - GIFMANIA

Tutto ebbe inizio dopo la seconda guerra mondiale, che terminò lasciando un’Europa tutta da ricostruire. La produzione automobilistica europea durante la guerra era stata parzialmente interrotta per lasciar spazio all’industria bellica, e aveva bisogno di un forte slancio per ripartire.

Quindi varie Case automobilistiche presero l’iniziativa di costruire modelli che fossero economici e che potessero essere venduti ovunque.

Una di queste fu la Rover, che, non riuscendo a vendere auto di lusso, decise di progettare un prodotto completamente nuovo, ispirato alla Willys americana, ma più “civile”, meglio rifinito e soprattutto, più economico. Così nel 1948 nasce il Land Rover.

TUTTO IN FAMIGLIA
Il progetto fu affidato a Maurice Wilks, che per realizzare il prototipo prese proprio una Willys e ci disegnò sopra una carrozzeria inedita. Il nome invece fu inventato dal fratello di Wilks, Spencer, ai tempi manager della Rover.

Il boss infatti aveva una tenuta in campagna, e aveva già appioppato questo nome a una Rover con le sospensioni rialzate, che usava per muoversi nelle sue terre.

Il nome Defender invece arrivò molto dopo che Land Rover divenne un marchio a sé stante: solo i modelli dal 1990 in poi vengono denominati così. E dal 1948 al ’90 quanta acqua è passata sotto i ponti…

La prima serie fu prodotta dal ’48 al ’58, e ricevette diversi aggiornamenti. Primo fra tutti l’eliminazione del sistema di trazione integrale su ruote libere, sostituito da un più efficace sistema disinseribile. Aumentarono le dimensioni: dai cc del motore (con gli anni si passò da un 1600 a un due litri) alla lunghezza. I primi Land Rover avevano infatti il passo di ottanta pollici, ma con le varie generazioni è stato allungato fino a raggiungere i 90 e i 110 delle più recenti Defender.

Dal 1957 viene offerta la possibilità di avere un motore diesel, mentre la terza serie (1971) poteva montare, tra le varie opzioni, il V8 della Range Rover, ma depotenziato. Nel frattempo era arrivata un’importante modifica al frontale: i fanali infatti vengono spostati sui parafanghi, e lì resteranno fino ai giorni nostri.

Ma la forma della Land Rover che meglio conosciamo è quella dei modelli 90 e 110 prodotti dal 1983 in poi, o del 127 dell’85. Questa è la versione più o meno definitiva, con sospensioni a molla e trazione integrale permanente, e la meccanica rimane più o meno invariata su quella che conosciamo come Defender che si poteva comprare nuova fino a qualche mese fa (le uniche differenze erano figlie della gestione Ford, che nel 2007 ci monta il 2.4 Tdci e un nuovo sei marce).

Land Rover Series - Defender - GIFMANIA

Per la gioia dei fiattari che vanno chiamati sempre e comunque in causa, la trasmissione Fifth Gear ha organizzato una gara fra l’ultima Panda Cross e la Defender, entrambe originali. La Defender ha la trazione integrale permanente, e dà la possibilità di girare con le ridotte, i differenziali anteriori e posteriori bloccati e quello centrale libero. Ma causa del peso è rimasta impantanata nel fango. Invece la Panda, che ha la trazione anteriore con l’integrale che interviene solo in mancanza di grip, ma anche più sofisticati differenziali a bloccaggio elettronico, e  soprattutto pesa poco più di 1000kg, è riuscita finire il percorso.

Ma questa è una delle pochissime occasioni in cui il Defender è stato disonorato: nella trasmissione rivale Top Gear un Land Rover prima serie ha scalato il muro di una diga, guidando con una pendenza vicina ai 90°.
Le uniche modifiche erano un secondo motore disposto su una pedana girevole, in modo da non risentire della pendenza (e non spegnersi), e una fune che non tirava su, ma doveva solo impedire che l’auto cadesse.

E tu, hai qualche aneddoto da raccontare sul Defender? Manda la tua storia a giacomo@mdmitalia.it e la pubblicheremo sul nostro sito web. Nel frattempo guardati questa compilation.

 

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