TOP GEAR ITALIA: Recensione in anteprima esclusiva!

Siamo stati dietro le quinte delle registrazioni di Top Gear Italia, per fornire ai nostri meccanici di merda una golosa recensione in anteprima!

Anzitutto voi comuni lettori tenete a freno la curiosità, e voi amici di SKY tenete a freno gli avvocati. In questo articolo non faremo incredibili rivelazioni come “chi è lo Stig italiano” (anche se lo sappiamo) ne diremo a tutti che per un errore di traiettoria Meda ha sfasciato un’auto da Formula 1 (anche perché non è vero.. o forse si, chi lo sa).
Infatti come voi lettori potete ben immaginare abbiamo dovuto firmare liberatorie su liberatorie nelle quali giuriamo col sangue sul Deltone e sul Pandino di non rivelare nulla prima della messa in onda della trasmissione. Ma allora direte voi, che cosa scriverete in questo articolo? Beh, tanto per incominciare ho già scritto 145 parole senza dire assolutamente nulla. Ora sono 153. Inoltre posso comunque anticiparvi una piccola recensione sul programma.

I CONDUTTORI

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Oltre ad essere materiali in grado di far scorrere al loro interno calore ed elettricità, i conduttori, nella versione italiana di Top Gear, sono Davide Valsecchi, Joe Bastianich e Guido Meda; sulla carta, un abominio. Far condurre a un cuoco, un pilota sconosciuto ai più e a Guido Meda (!!!) un programma come Top Gear è come fare il remake di House of Cards con protagonista Massimo Boldi; eppure, sorprendentemente, l’esperimento sembra riuscito. Bastianich finalmente rivela del tutto la sua indole canzonatoria ed ironica, pur con una molto discutibile scelta di abbigliamento (sembra un classico trucker americano, con stivali, jeans, giubbotto di pelle e cappellino in testa), anche se non appare del tutto a suo agio sul palco dello studio, mentre in auto appare disinvolto e competente.
Meda è Meda. Se vi piaceva prima, continuerete ad amarlo e ad avere un’erezione quando parla, se prima lo odiavate continuerete ad avere la forte tentazione di spaccargli un grimaldello sulla testa. Perché Meda è un po’ come il Porsche Cayenne: o lo ami o lo odi, in ogni caso non puoi ignorarne la presenza. Comunque sia dimostra una certa rilassatezza davanti alle telecamere e conduce le interviste agli ospiti da vero giornalista.
Valsecchi. Per me un’assoluta incognita, si è rivelato la pallottola impazzita del programma. Una macchietta, sia sul palco che quando parla con il pubblico durante le pause, si mangia le parole, fa ripetere venti volte le stesse scene, non sa come muoversi, ma è talmente innocente e allegro che gli si perdona tutto. Se Top Gear avrà un seguito in termini di stagioni, penso che sia il personaggio più sviluppabile, probabilmente proprio perché arriva da un mondo assolutamente non televisivo ma fatto di autentica passione.

LE PROVE

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Siamo riusciti a vedere soltanto 3 servizi, l’impressione ricavata è comunque quella di una buona qualità, senza fare per forza il verso all’originale. Ovviamente qualunque paragone è impossibile ed imbarazzante, ma il budget che mette in campo la BBC è talmente folle da rendere i confronti inutili. Sicuramente i servizi più “seri” in cui si provano singolarmente o comparandole diverse auto, sono quelli migliori, mentre i servizi più idioti e leggeri sono poco autentici e a dire il vero anche piuttosto mal recitati, colpa senza dubbio della poca affinità che per il momento c’è tra i tre presentatori.

GLI OSPITI

Accomodati sul divanetto posteriore di una Lancia Fulvia, si alternano vari ospiti, onestamente non di altissimo calibro, perlopiù cantanti o attori di serie SKY. Chi si aspettava un inizio col botto rimarrà deluso. I giri in pista a bordo di una Seat Ibiza ricalcano pedissequamente quelli della versione originale, mentre Meda conduce le interviste. Ci aspettavamo qualcosa in più.
Per concludere, la trasmissione ha un buon potenziale, si è mantenuto il format senza per forza copiare dall’originale, sembra che la trasmissione abbia una sua anima, ma certo giudicare dalle registrazioni è molto difficile (calcolate circa 6 ore di registrazione in studio per una singola puntata), il montaggio ed il video-editing fanno miracoli, quindi l’aspettativa è quella di vedere sul piccolo schermo una trasmissione sui motori che sia, finalmente, nuova. Anche se è vecchia.

 

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Luca

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