La storia della FIAT Panda

Novegro, Febbraio 1978

Fa freddo, freddissimo. E’ una serata limpida, le stelle sembrano li, a due passi, e l’aria ti affetta senza troppi complimenti. All’ingresso del parco i Carabinieri, e una serie di uomini che controllano le generalità. Questa sera infatti, si presenta ad un ristrettissimo gruppo di persone, tra cui non figurano giornalisti, la Fiat Rustica, con lo scopo di valutarne il gradimento da parte del pubblico.

 

Rustica?

Beh oddio, per essere rustica, lo è davvero, ma forse il nome sarebbe meglio cambiarlo…

 

Ginevra, Salone dell’Automobile, 5 marzo 1980

Eccola, finalmente. Sotto i riflettori, tutta lucida e pulita, fa tutto un altro effetto! E soprattutto con un altro nome; in FIAT infatti hanno deciso di chiamarla Panda, non sapendo che quel nome entrerà nella Storia.

 

A Torino, bisogna dirlo, si sono impegnati con questa auto. Due sono i motori all’esordio, il bicilindrico ad aria da 650cc derivato dalla 126, o il quattro cilindri a liquido da 900cc di derivazione 127, montati rispettivamente sulla Panda 30 e sulla Panda 45. Vetri e parabrezza sono piatti anziché bombati, e fin dall’anno seguente il tetto diventa, a richiesta, apribile.

I giovani la amano, o forse più che altro amano il divanetto posteriore ad amaca, che unito ai sedili totalmente reclinabili forma un autentico letto, che ovviamente non verrà mai usato per dormire. Ma la amano anche i contadini, che pur potendo comodamente ricorrere alla vecchia camporella quando arde la passione, grazie alla Panda possono ripiegare il divanetto dietro ai sedili anteriori ed ottenere un piano di carico piatto in grado di ospitare due damigiane di vino, di cui una parte inevitabilmente destinata a carburare il conducente.

 

Le vendite partono subito forte, la linea di montaggio lavora a pieno ritmo e sempre più persone girano su una Panda.

Dopo qualche tempo il cambio diventa a 5 rapporti, cambiano i motori ed escono le versioni 4×4 (che andava ovunque), VAN (per poterci caricare qualunque cosa), Diesel,  Young, 4×4 Sisley, Italia 90, Elettra (completamente elettrica!), Dance, Selecta (con il cambio automatico) e Jolly.

 

Se questa piccola utilitaria è entrata nel cuore e nei garage di tantissime persone però, lo deve anche e soprattutto alla sua versione 4X4. Questa nasce nel 1983 e ben presto si guadagna la fama di arrampicatrice inarrestabile ed auto indistruttibile. Effettivamente la sua semplicità e la sua leggerezza, unite alle quattro ruote motrici, permettono di affrontare senza troppi patemi anche sterrati molto impegnativi, uscendone sempre a testa alta. E’ anche il secondo oggetto più resistente al mondo dopo il Nokia 3310.

Ancora oggi nei bar si raccontano imprese epiche, c’è chi ha tirato fuori dai guai potenti SUV grazie alla Panda, chi ci è andato a Capo Nord, chi ha fatto il Mongol Rally, chi ci ha dormito dentro quando ha deciso di scappare di casa, chi ci ha trasportato due pecore, e poi ancora, chi ha fatto un frontale con una qualunque altra auto dividendola a metà, chi ne usa il cofano per cuocere bistecche, chi ci tiene dentro le galline e chi invece se la porta in camera da letto. Di certo di fronte alla Panda, non si resta indifferenti.

Nel  1986 c’è un restyling, o se preferite alla maniera autarchica, una ristilizzazione, che serve a renderla ancora più simpatica ed appetibile, e che dona alla Panda quella linea che di fatto la farà arrivare ai giorni nostri. La storia della Panda termina nel 2003, dopo ventitrè anni e quattro milioni e mezzo di esemplari venduti dal lancio, sostituita da un’erede che, per quanto degna, non ha nulla a che spartire con la sua genitrice.

La Storia, dicevo, finisce qui. Da adesso però, inizia la Leggenda.

Qui un piccolo bonus, dal canale Youtube “Centro storico Fiat”:

 

 

P.S.

L’aura mistica che circonda la Panda è dovuta non alle sue caratteristiche tecniche, non alle innovazioni che ha portato, non alla linea o al marketing, bensì alle esperienze vissute da chi la possedeva o la guidava. Perché diciamocelo, chiunque abbia avuto una Panda, ha una storia da raccontare. E allora scrivicela! Manda la tua storia a edoardo@mdmitalia.it le avventure più belle saranno pubblicate sul nostro sito web.

 

 

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Luca

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